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SVIZZERA
07.02.2021 - 14:500
Aggiornamento : 16:08

La corsa (lenta) contro il tempo: «Vaccini in ritardo»

Basilea e Zurigo rallentano le somministrazioni, mentre Glarona, Nidvaldo e Sciaffusa chiedono aiuto

L'UFSP incentiva i "prestiti" tra cantoni, ma non mancano i malumori. «Sappiamo che esistono dei colli di bottiglia. Forniamo supporto alle autorità locali»

BASILEA - Ritardi nelle consegne, lunghe attese tra una dose e l'altra. La corsa alla vaccinazione sembra avanzare al rallentatore in Svizzera. A Basilea Città le autorità cantonali hanno annunciato una "frenata" nella somministrazione dei vaccini mRNA. Il motivo: per ottenere l'immunizzazione ottimale, è necessario un intervallo di quattro settimane prima del richiamo. 

La città renana è al momento al terzo posto in Svizzera per numero di persone vaccinate. Ma potrebbe perdere posizioni: «Abbiamo adattato il nostro approccio in modo da poter garantire in futuro le seconde vaccinazioni secondo i tempi concordati» ha dichiarato alla SonntagsZeitung la portavoce del Dipartimento della salute Anne Tschudin.  

Il domenicale ha passato in rassegna i vari cantoni, osservando un rallentamento anche a Zurigo: qui il dipartimento della salute ha deciso di posticipare di una settimana la seconda vaccinazione nelle case anziani. L'intervallo tra le due dosi, così, è esteso al massimo raccomandato dall'Ufsp. A Glarona, Nidvaldo e Sciaffusa la mancanza di nuove dosi ha costretto le autorità cantonali a chiedere aiuto a Berna e Lucerna, che hanno inviato «con scarso preavviso» i rifornimenti necessari. Si tratta in realtà di un prestito: gli stessi quantitativi di vaccini andranno restituiti a tempo debito. 

Non è che Berna se la passi meglio: qui ha ricevuto la prima dose solo un terzo degli over 75. Il motivo: ritardi nelle consegne da parte dei produttori. Il "prestito" ad altri cantoni non c'entra, assicurano le autorità locali, ma tanta generosità in un momento difficile non ha mancato di suscitare malumori nella popolazione.

La Confederazione dal canto suo cerca di calmare gli animi. In un comunicato stampa, l'Ufsp afferma di essere «consapevole che esistono dei colli di bottiglia, e che rappresentano una sfida per la pianificazione». La portavoce Masha Foursova assicura che «la Confederazione è in contatto con i cantoni per fornire un supporto di mediazione in caso di problemi». 


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