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BERNA 
28.01.2021 - 09:440
Aggiornamento : 12:32

Gas serra ridotti del 90% entro il 2050

È la strategia climatica adottata ieri dal Consiglio federale.

Con l'abbandono dei combustibili e carburanti fossili come petrolio, gas, benzina e diesel, la Svizzera riduce anche la sua dipendenza dall'estero

BERNA  - La Svizzera vuole azzerare entro il 2050 il bilancio netto di emissioni di CO2. Per spiegare come riuscirci, il Consiglio federale ha adottato una "Strategia a lungo termine per il clima", che indica dove occorre fissare le priorità. Le emissioni di gas serra nei settori trasporti, edifici e industria potranno ad esempio essere azzerate entro tale data. Sugli obiettivi pende però la spada di Damocle del referendum contro la riveduta legge sul CO2.

Anche gli USA si accodano - L'elaborazione di una strategia climatica, da presentare al Segretariato dell'ONU sui cambiamenti climatici, è una delle esigenze dall'Accordo di Parigi. La Svizzera è insomma in buona compagnia: anche UE l'ha adottato obiettivi simili e ora anche gli Stati Uniti, come annunciato dal nuovo presidente Joe Biden, ha affermato la consigliera federale Simonetta Sommaruga in conferenza stampa.

Verso le emissioni zero - «L'obiettivo di zero emissioni nette non è solo necessario, è anche realizzabile, finanziariamente accettabile e rappresenta una vera opportunità per il nostro Paese e per le imprese», ha sostenuto la responsabile del Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC).

Svizzera primatista in negativo - In Svizzera il clima si sta riscaldando a una velocità doppia di quella globale, ha precisato la direttrice dell'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) Katrin Schneeberger. Insomma, se non si interviene, i periodi di caldo e siccità aumenteranno, così come inondazioni e le frane con i costi che ciò comporta.

Con l'abbandono dei combustibili e carburanti fossili come petrolio, gas, benzina e diesel, la Svizzera potrà però ridurre la sua dipendenza dall'estero. Detto in altre parole: il denaro che attualmente finisce all'estero, in futuro sarà investito nella nostra economia.

Negli ultimi dieci anni, circa 80 miliardi di franchi sono stati spesi per importare petrolio e gas naturale, ha sottolineato Sommaruga. Da qui l'importanza di puntare sull'energia verde indigena, oltre all'idroelettrico anche solare, eolica e termica.

Dieci principi - Più in dettaglio, la strategia climatica formula dieci principi che nei prossimi anni dovranno caratterizzare la politica svizzera in materia, ha spiegato Sommaruga. Il documento stabilisce inoltre obiettivi per i settori edifici, industria, trasporti, agricoltura e alimentazione, mercato finanziario, aviazione e industria dei rifiuti.

I settori edifici e trasporti potranno in particolare ridurre quasi a zero le emissioni entro il 2050. Quelle dovute al consumo di energia nell'industria potranno anche essere fortemente ridotte (-90% rispetto al 1990).

Nell'aviazione, i carburanti rinnovabili sostenibili e le nuove tecnologie di propulsione offrono un potenziale di riduzione delle emissioni. Nel settore agricolo e alimentare, si punta a una riduzione delle emissioni del 40% rispetto al 1990.

Le emissioni di gas serra rimanenti generate dall'industria, dalla valorizzazione dei rifiuti e dall'agricoltura saranno pari a circa 12 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti. Potranno essere compensate utilizzando tecniche innovative come la cattura e lo stoccaggio del CO2 (CCS) e tecnologie a emissioni negative (NET).

Legge sul CO2 - Per ridurre le emissioni di gas serra il Parlamento ha recentemente adottato una revisione della legge sul CO2. Per l'esecutivo si tratta di un elemento «fondamentale per raggiungere l'obiettivo delle emissioni nette pari a zero».

Il popolo dovrebbe esprimersi a giugno sulla revisione legislativa. Qualora dovesse respingerla, le misure che bisognerà adottare per raggiungere gli obiettivi internazionali in materia climatica saranno ancora più drastiche, ha avvertito Sommaruga.

Entro l'estate il Governo dovrebbe poi sottoporre al Parlamento la revisione della legge sull'approvvigionamento elettrico. L'obiettivo è aprire completamente il mercato dell'elettricità.

Commenti
 
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Marta 6 mesi fa su tio
Speriamo
TGas 6 mesi fa su tio
Entro il 2050 è troppo tardi.
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