Keystone
SVIZZERA
30.10.2020 - 15:040

Le cure intense oltre gli steccati cantonali

Il Servizio sanitario coordinato elabora un concetto per uno sfruttamento ottimale a livello svizzero

«Gli ospedali - precisa il SSC - creano capacità supplementari spostando interventi non urgenti. I trasferimenti hanno luogo soltanto quando sono esaurite anche queste capacità»

BERNA - Coordinare l’occupazione dei letti nei reparti di cure intense a livello nazionale. L'auspicio diventa ora realtà grazie al Servizio sanitario coordinato SSC che, assieme ad altri attori della sanità pubblica, ha elaborato un concetto per il coordinamento nazionale della presa carico di pazienti in trattamento intensivo.

«Situazione seria» - L’obiettivo consiste nel garantire, durante la pandemia di Covid-19, uno sfruttamento ottimale di tutte le capacità di trattamento medico intensivo disponibili a livello svizzero. «La situazione nell’ambito dei reparti di cure intense è seria» rileva il SSC. Nel caso di una sovraoccupazione, gli ospedali e le cliniche pianificano perciò trasferimenti di pazienti ricoverati nei reparti di cure intense. Tali trasferimenti hanno luogo primariamente all’interno dei Cantoni e, secondariamente, nell’ambito degli accordi sulle prestazioni e delle convenzioni intercantonali. 

Il fronte comune - «Si tratta di garantire, a titolo complementare, uno sfruttamento ottimale di tutte le capacità di trattamento disponibili a livello svizzero. Il benessere dei pazienti gode della massima priorità in tutte le decisioni prese». Da qui il concetto d’intesa elaborato dal SSC con la Segreteria generale della Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali della sanità e in collaborazione con H+ Gli ospedali svizzeri, la Società svizzera di medicina intensiva SSMI nonché l’Interassociazione di salvataggio IAS.

Un concetto sovraregionale - In caso di necessità il SSC fornisce supporto ai reparti di cure intense nel trasferimento di pazienti mediante un centro di coordinamento nazionale. Il centro di coordinamento è sussidiario e non sostituisce alcuna delle reti o delle convenzioni esistenti tra reparti di cure intense, ospedali o Cantoni. Se i trasferimenti di pazienti non dovessero più essere possibili attraverso i canali esistenti, i responsabili dei reparti di cure intense si rivolgono direttamente al nuovo centro di coordinamento nazionale per i trasferimenti sovraregionali e a livello svizzero.

Le capacità accresciute - «Gli ospedali - precisa il SSC - creano capacità supplementari spostando interventi non urgenti. I trasferimenti hanno luogo soltanto quando sono esaurite anche queste capacità». A partire da un’occupazione dell’80 per cento con pazienti soggetti a terapia intensiva, di cui il 20 percento e oltre sono pazienti COVID-19, i trasferimenti possono essere proposti dal centro di coordinamento. Dopo l’approvazione da parte dei reparti di cure intense che cedono e accolgono i pazienti, la centrale emergenza sanitaria locale organizza il trasporto aereo o su strada adeguato. Le competenti autorità sanitarie dei Cantoni sono integrate nella procedura.

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