SVIZZERAPersonale sanitario tra senso di responsabilità e frustrazione

27.10.20 - 09:47
Parlano tre infermiere della Svizzera tedesca attive nel settore: «Se potessimo, sciopereremmo».
Keystone (archivio)
Fonte 20 Minuten / Bettina Zanni
Personale sanitario tra senso di responsabilità e frustrazione
Parlano tre infermiere della Svizzera tedesca attive nel settore: «Se potessimo, sciopereremmo».
Gli applausi non bastano più agli operatori sanitari di nuovo in prima linea (con orari disumani) per arginare la seconda ondata. Lo sfogo: «Manca personale. Ho dovuto abbandonare in stanza per più di sei ore il corpo di un paziente morto per il Covid-19.»

BERNA - È iniziata ieri la protesta degli operatori sociosanitari che rivendicano condizioni di lavoro migliori in un settore di nuovo sotto pressione a causa della seconda ondata della pandemia di coronavirus. Gli applausi dai balconi, scrosciati durante la prima ondata, insomma non bastano più. Anche se la responsabilità nei confronti dei pazienti è più forte della rabbia. 

«È bello che la gente ci abbia applaudito questa primavera», spiega a 20 Minuten un'infermiera di 25 anni attiva in un ospedale del canton Zurigo. «Ma con questo gesto non possiamo comprarci nulla. Io e i miei colleghi abbiamo spesso discusso d'incrociare le braccia, tuttavia la salute di molte persone è nelle nostre mani e non possiamo esimerci di curarle». Per la 25enne è una questione di responsabilità e di compassione. «Non sciopereremo, anche se il personale infermieristico non può attualmente contare di condizioni di lavoro migliori e la seconda ondata rischia di essere ancora peggio della prima».

Un'altra infermiera, attiva nel canton Berna, è preoccupata della carenza di personale. «Nella prima ondata abbiamo dovuto lavorare a turni di 12.5 ore, a volte sette giorni su sette. Tutto questo è stato massacrante». Ma anch prima della crisi pandemica le cose non andavano meglio. «Lo stress ce lo portiamo dietro da molto tempo. Se dovessi lavorare in ufficio a queste condizioni sciopererei immediatamente». 

Anche una 23enne, infermiera in un ospedale della Svizzera centrale, concorda con le colleghe. «Sarei la prima a essere presente a uno sciopero, se potessimo permetterci di farlo. In ogni caso è fondamentale che le condizioni di lavoro migliorino. Esse non sono più accettabili, soprattutto se la seconda ondata dovesse durare a lungo». Occuparsi di tutti i pazienti, infatti, diventa ogni giorno più complicato. «Di recente ho dovuto abbandonare in stanza per più di sei ore il corpo di un paziente morto per il Covid-19. Ho avuto la sgradevole sensazione di non rispettare la sua dignità. Non ho potuto nemmeno occuparmi di lui una volta che se n'era andato».

COMMENTI
 
Don Quijote 2 anni fa su tio
Sono fortunati, di questi tempi meglio avere troppo lavoro che non averlo, in tutti i mestieri ci sono vantaggi e svantaggi.
Güglielmo 2 anni fa su tio
mah… sono da rispettare e da capire, non è sicuramente facile gestire questo periodo maledetto. Se potessimo sciopereremmo, orari disumani e manca personale! non è di più soldi che hanno bisogno, non c'è il ricambio perché negli anni i nostri (si fa per dire) politici hanno accettato una politica del taglio, del risparmio e del pescare all'estero senza nulla togliere alla professionalità di tutti gli operatori sanitari. Per formare un infermiere ci vogliono 3 anni, un medico non parliamone, poi con il numerus clausus… hai voglia che ne formiamo abbastanza. Non c'è una ricetta Betty Bossi per questo reclamo/frustrazione. Ringraziamo di cuore chi nel tempo ha contribuito a smantellare e distruggere un servizio che era uno dei migliori d'Europa o forse al mondo. Spero che i soldi che avete guadagnato e accumulato negli anni abbiate a spenderli tutti in medicine..
Tenero72 2 anni fa su tio
Sempre a lamentarsi! Gli straordinari che hanno fatto glie li hanno pagati, non hanno havorato gratis!
joe69 2 anni fa su tio
commento sciocco... ci mancherebbe che nn vengano gli pagati gli straordinari... si vede che nn ha la minima idea di come si lavora in corsia, persona senza empatia ne spirito di solidarietà, vada lei a lavorare con pazienti covid19 12 ore di fila, il fatto che paghino gli straordinari nn vuol dire che nn sia duro....e che lo stress possa portarti al bornout, lei vorrebbe essere curato da un medico o infermiere(a) , stanco, esausto, che nn riesce a prestargli la giusta attenzione?? Mi creda, ne farebbero volentieri a meno degli straordinari PAGATI!
Tato50 2 anni fa su tio
Tu sei il tipico esempio che se la fidanzata ti chiede di dirgli qualcosa di "tenero", gli rispondi "la cartiera" ;-(((((((
Tato50 2 anni fa su tio
Forse "socio" sopra dimentica quanti hanno dato la loro vita per salvare la gente comune ( da noi non mi risulta ma in Italia tra Medici e Infermieri arrivano quasi a 300). Vedo ancora l'immagine di un'infermiera senza mascherina con il viso deturpato da quella che ho citato per averla tenuta per giorni interi.
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