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Malgrado la recrudescenza della pandemia, i rappresentanti del settore turistico dell'Engadina e di St. Moritz restano cautamente ottimisti per la stagione invernale.
GRIGIONI
23.10.2020 - 17:140

Stagione invernale, in Engadina c'è cauto ottimismo

Gli operatori preferiscono adottare misure severe ora, per controllare i contagi e salvare il Natale

COIRA - Malgrado la recrudescenza della pandemia, i rappresentanti del settore turistico dell'Engadina e di St. Moritz restano cautamente ottimisti per la stagione invernale. La situazione può tuttavia cambiare molto rapidamente.

Attualmente, il livello di prenotazione per l'inverno è di circa il 20% inferiore rispetto all'anno scorso, ha dichiarato all'agenzia Awp il direttore dell'hotel di lusso Badrutt's Palace, Richard Leuenberger.

La situazione resta comunque estremamente dipendente dalle restrizioni di viaggio e da altre misure decise dalle autorità, ha aggiunto. Se le limitazioni di viaggio diminuissero, tornerebbero anche gli ospiti internazionali. La maggior parte di loro arriva in aereo nel periodo Natale/Capodanno direttamente a Samaden, evitando così i principali scali.

Adrian Jordan, della società che gestisce impianti di risalita e ristorazione Engadin St. Moritz Mountains: «Meglio adottare misure drastiche ora che poco prima di Natale». Jan Steiner, della direzione dell'ente turistico Engadin St. Moritz Tourismus, è d'accordo: «Adotteremmo volentieri misure più severe per tenere sotto controllo il virus in modo che il numero di casi torni a essere più basso a Natale».

Fra gli operatori c'è anche la speranza che entro le feste di fine anno la Svizzera sia scomparsa dalla lista rossa della Germania, anche se finora non si sono avvertiti gli effetti della misura. Al Badrutt's Palace non si nota una differenza, secondo Leuenberger. La gente ha ancora abbastanza tempo per annullare. Jordan ritiene che la decisione di Berlino non avrà effetti drammatici, ma percepisce una certa insicurezza tra gli ospiti abituali.

Dallo scoppio della pandemia, l'importanza dei turisti svizzeri è comunque aumentata in modo massiccio. «Normalmente abbiamo meno del 20% di ospiti svizzeri», ha rilevato Leuenberger. Attualmente, rappresentano oltre il 50% delle prenotazioni. Ora arrivano anche molti più romandi in Engadina, mentre finora era l'italiano a essere la lingua più parlata qui, ha aggiunto Jordan.

Un vantaggio della regione rispetto agli altri comprensori sciistici è la vastità delle vallate, ha detto Steiner, per il quale mantenere le distanze non è un problema. Se si potesse iniziare l'inverno con queste misure e gli impianti di risalita e gli hotel rimanessero aperti, potremmo aspettarci una buona stagione, ha aggiunto Steiner.

Secondo un sondaggio, gli hotel sono ben prenotati per il periodo natalizio e a febbraio. C'è persino un boom per quanto riguarda appartamenti di vacanza, secondo Steiner. «Partiamo dal presupposto che ce la caveremo con un occhio nero».

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