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SVIZZERAIl congedo paternità di dieci giorni è realtà

27.09.20 - 15:51
Il popolo svizzero ha detto sì al 60.1%. In Ticino la misura è stata accettata dal 67,27% dei cittadini
Archivio Keystone
Fonte ATS
Il congedo paternità di dieci giorni è realtà
Il popolo svizzero ha detto sì al 60.1%. In Ticino la misura è stata accettata dal 67,27% dei cittadini
Alain Berset: «Entrerà in vigore già a partire dal primo gennaio 2021».

BERNA - Dieci giorni a disposizione dei futuri padri: senza sorprese, gli Svizzeri hanno approvato oggi a larga maggioranza l'introduzione di un congedo paternità pagato di due settimane. Con il "sì" del popolo (60,34%), delineatosi sin dalle prime proiezioni dell'Istituto demoscopico Gfs.Bern per conto della SSR, la Svizzera non sarà più l'unico Paese d'Europa a non avere né un congedo paternità né uno parentale. «Il congedo paternità - precisa il consigliere federale Alain Berset durante una conferenza stampa - entrerà in vigore già dal primo gennaio 2021. È una buona notizia per tutte le famiglie». 

Il testo in votazione - un controprogetto indiretto all'iniziativa popolare "Per un congedo di paternità ragionevole - a favore di tutta la famiglia", poi ritirata, che ne chiedeva uno di quattro settimane - ha ottenuto per esempio l'81,6% dei voti nel canton Vaud, il 79,36% nel canton Ginevra, il 71,62% a Basilea Città, il 61,75% a Zurigo, il 56,89% a Berna, il 53,26% ad Argovia e il 51,89% a Lucerna. In Ticino, il congedo è stato accolto con il 67,27% dei voti. Nei Grigioni, il "sì" l'ha spuntata di misura con il 51,78%.

Tra i cantoni contrari figurano quelli della Svizzera orientale e i piccoli cantoni della Svizzera centrale: San Gallo (50,81% di "no"), Turgovia (50,84%), Appenzello Esterno (54,37%), Glarona (56,69%), Uri (56,97% di "no"), Nidvaldo (57,07), Svitto (57,97%), Obvaldo (58,25%) e Appenzello Interno (65,3%).

10 giorni nei primi sei mesi - Il risultato odierno ha confermato i sondaggi delle ultime settimane, secondo i quali quasi due terzi dei cittadini elvetici erano favorevoli al controprogetto. «Due settimane sono il minimo. Adesso bisogna vedere come si sviluppa la situazione nei singoli settori. Dipende anche dalle trattative sui rispettivi contratti collettivi di lavoro», ha affermato Adrian Wüthrich, presidente di TravailSuisse e del comitato dell'iniziativa popolare poi ritirata per favorire il compromesso scaturito in Parlamento.

Stando alla modifica della Legge federale sulle indennità di perdita di guadagno (IPG), i dieci giorni sarebbero da prendersi nei sei mesi successivi alla nascita di un figlio, o in blocco o sotto forma di singole giornate.

Il referendum contro il congedo paternità era stato lanciato dall'UDC, sostenuta dall'Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM). Per gli oppositori, questo congedo è troppo caro per dipendenti e datori di lavoro. «Le PMI saranno le vere perdenti», ha dichiarato la co-presidente del comitato referendario Susanne Brunner (UDC/ZH) ai microfoni di SRF. A suo avviso, «non è la buona strada da seguire in questo periodo già difficile per l'economia», ha aggiunto.

«Eccellente notizia» - Sull'altro fronte, non sono mancate le reazioni positive: secondo il consigliere nazionale Mathias Reynard (PS/NE), che si è battuto in Parlamento e durante la campagna per il "sì" alle urne, si tratta di un'«eccellente notizia». A suo avviso, è un primo passo verso una vera politica famigliare.

«Il risultato mostra che la nascita di un bambino riguarda anche gli uomini», ha dichiarato Reynard all'agenzia Keystone-ATS. «Così colmiamo un po' il ritardo a livello europeo, ma siamo ancora lontani dalla media dell'OCSE», ha aggiunto. Il vallesano ritiene che a medio termine l'obiettivo debba essere l'introduzione di un vero congedo parentale.

Sulla stessa lunghezza d'onda il direttore di Pro Familia Philippe Gnaegi, il quale si dice «molto contento» per la netta approvazione degli Svizzeri del congedo paternità. «Il risultato odierno mostra come la società sia evoluta e che non si è più fermi a un modello in cui la donna deve restare a casa», ha sottolineato Gnaegi.

Presidente USAM deplora il "sì" - Dal canto suo, il direttore dell'Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM) Hans-Ulrich Bigler ha deplorato il "sì" in favore dell'introduzione di un congedo paternità. A suo avviso, ciò rappresenterà un onere per le giovani generazioni.

«Sono preoccupato per il finanziamento di tutti questi regimi di assicurazioni sociali», ha dichiarato a Keystone-ATS Bigler, che era pure membro del comitato referendario contro il congedo paternità.

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