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09.07.2020 - 14:000
Aggiornamento : 16:12

«Un quarto dei casi è importato dall'estero»

Le autorità sanitarie federali affermano che i contagi si stanno stabilizzando

Salario a rischio per chi rientra da un paese a rischio e deve quindi fare dieci giorni di quarantena

BERNA - Dieci giorni di quarantena per chi rientra in Svizzera da un paese considerato a rischio di contagio. E l'obbligo d'indossare la mascherina quando si viaggia a bordo dei mezzi pubblici. Sono queste le principali misure che le autorità sanitarie federali hanno introdotto la scorsa settimana, dopo che il numero delle persone positive al nuovo coronavirus era tornato a salire. Nelle ultime ventiquattro ore, come si evince dai più recenti dati dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), a livello nazionale i nuovi contagi sono stati 88. In totale dall'inizio dell'emergenza si contano 32'501 casi.

Oggi a Berna ha avuto luogo una conferenza stampa tecnica in cui si è stato fatto il punto sulla situazione. Hanno parlato Stefan Kuster (responsabile della Divisione malattie trasmissibili dell'UFSP), Linda Nartey (medico cantonale di Berna), Michael Schöll (vicedirettore dell'Ufficio federale di giustizia) e Oliver Schärli (capo dl settore Mercato del lavoro/Assicurazione contro la disoccupazione in seno alla Segreteria di Stato dell'economia SECO).

«I casi si stanno stabilizzando» - Dopo l'aumento della scorsa settimana, in questi giorni i contagi si stanno stabilizzando, secondo Kuster. «La speranza è che restino a questi livelli con il rispetto delle disposizioni». Attualmente l'indice R0 è di 1,38: questo significa che una persona infetta trasmette il virus a 1,38 persone.

Più diffuso nei grandi cantoni - Attualmente i casi si registrano in particolare nei grandi cantoni come Zurigo, Vaud, Argovia, Berna e San Gallo. E i contagi avvengono nelle discoteche, ma anche in altre situazioni in cui si verificano degli assembramenti, come funerali o sul posto di lavoro. Un quarto dei casi è importato dall'estero.

Il contact tracing «funziona» - Il medico cantonale bernese, Linda Nartey, ha parlato del contact tracing. «Complessivamente il sistema funziona, ma ci sono situazioni in cui non è abbastanza efficace». Si tratta per esempio di quei casi in cui non sono disponibili i contatti corretti, che portano a un ritardo nella comunicazione. «Inoltre negli ultimi giorni sul fronte del contact tracing è aumentato il carico di lavoro, anche a causa di cittadini che rientrano dall'estero». Non mancano inoltre le situazioni, secondo il medico cantonale, in cui le autorità che si occupano del contact tracing vengono «insultate» dai cittadini. Nartey ha invitato la popolazione a continuare a mantenere le distanze e a seguire le accresciute norme igieniche. E anche di evitare viaggi nei paesi a rischio.

Quarantena e salario: «Una questione da chiarire» - Michael Schöll ha cercato di chiarire alcuni dubbi sulla quarantena e il rapporto con il datore di lavoro. «Se il dipendente è malato o se ha la possibilità di lavorare da casa durante la quarantena, il salario è garantito». Ma se il collaboratore deve per forza essere presente sul posto di lavoro, la questione è più complicata: «C'è chi ritiene che nonostante la quarantena il salario debba essere versato, chi invece ritiene che non sia da versare». Ma allo stato attuale «non è possibile dire quale opinione sia quella corretta».

Viaggi vietati? - E il datore di lavoro può vietare i viaggi in determinati paesi? Schöll ha detto che è una questione privata del dipendente. Ma se ci si reca consapevolmente in un paese a rischio e quindi al rientro bisogna restare in quarantena per dieci giorni, «c'è effettivamente il rischio che il salario non venga versato».

Calo della disoccupazione - Attualmente - lo ha affermato Oliver Schärli della SECO - sul mercato del lavoro ci sono circa 150'000 disoccupati. Sono meno rispetto al mese precedente, ma comunque 53'000 in più rispetto a un anno fa. «È un effetto degli allentamenti delle disposizioni ma anche dell'economia elvetica che sta resistendo». Secondo l'esperto «con cauto ottimismo» si assiste a una ripresa. Per il lavoro ridotto, sinora è stato versato circa un miliardo di franchi a favore delle aziende che ne fanno uso, molto meno del previsto.

Mancato rispetto della quarantena - Per quanto riguarda il rispetto della quarantena al rientro da paesi a rischio, al momento le autorità si rifanno alla responsabilità individuale. E non tutti rispettano la misura. Cambierà qualcosa? «Non è possibile controllare tutte le persone che arrivano in Svizzera, ma sono previsti dei controlli a campione» ha sottolineato Kuster.

Swisscovid: un milione di utenti - Al momento l'app per il tracciamento dei contatti è attiva su circa un milione di smartphone elvetici. Le autorità invitano nuovamente i cittadini a scaricarla e utilizzarla. «Un milione? È un buon numero, ma si può fare meglio» dice Kuster. E aggiunge: «Stiamo facendo tutto il possibile perché gli utenti aumentino». Ogni singolo utente - ha ricordato - si rende utile alla comunità.

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