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ZURIGO
13.06.2020 - 11:500
Aggiornamento : 12:30

La nuova Replay TV tra spot brevi e opzione senza pubblicità a pagamento

Con i responsabili del settore chiariamo le novità delle modifiche annunciate per il 2022.

Fonte 20 Minuten/Daniel Graf
elaborata da Dario Ornaghi
Giornalista

ZURIGO - Ieri è stato reso noto che, a partire dal 2022, la funzione replay con la quale è possibile vedere i programmi tv trasmessi fino a una settimana prima non sarà più la stessa. Le organizzazioni di settore e le società che hanno elaborato l’accordo sono convinte che la modifica permetterà di assicurare un futuro a questa funzione. La SSR, invece, è scettica. 20 Minuten ha risposto alle principali domande sul tema.

Che cosa è successo?
Diverse emittenti TV, operatori delle telecomunicazioni e società di gestione si sono accordati su un nuovo modello di Replay TV che dovrebbe entrare in vigore a partire dal 2022. Tra i cambiamenti più evidenti c’è la possibilità di rivedere i programmi trasmessi nei 14 giorni precedenti, ma anche nuove regole per la pubblicità. Tale accordo si è reso necessario perché nel 2018 il Parlamento aveva rifiutato di regolare il tema per mezzo di una legge e aveva invitato le parti a risolvere i conflitti esistenti tra loro. L’intesa deve ancora essere approvata.

Non potrò più saltare la pubblicità?
Oggi come oggi, quando si guarda la televisione in replay, i normali blocchi pubblicitari possono semplicemente essere saltati mandando avanti veloce. In futuro, invece, i blocchi pubblicitari lineari dovranno essere saltati «con un click» e - anche se lo spettatore «continuerà ad avere meno pubblicità» - «saranno passati dai tre ai quattro spot brevi al posto dei blocchi lineari», spiega la direttrice dell’Associazione di interessi radio e televisione (IRF), Andrea Werder.

Quanto saranno lunghe le pubblicità?
«All’inizio della trasmissione in replay ci sarà uno spot di sette secondi», fa sapere Werder. «Inoltre, seguiranno dalle tre alle quattro pubblicità brevi per ogni blocco pubblicitario lineare saltato», aggiunge. La pubblicità comparirà anche se il programma sarà messo in pausa: «Si tratterà di un’immagine pubblicitaria animata, non uno spot ma neanche un’immagine statica», afferma la responsabile.

Potrò continuare a guardare trasmissioni in replay senza pubblicità?
Ciò sarà possibile, ma è probabile che abbia un costo aggiuntivo.

Quanto si dovrà pagare per la Replay TV senza pubblicità?
Non si sa ancora: «Gli operatori stabiliranno da qui al 2022 se l’offerta senza pubblicità sarà più cara e, nel caso in cui lo fosse, quanto dovranno pagare in più i clienti», afferma Werder. 

Quali sono i vantaggi del nuovo regolamento per i clienti?
Il cliente dovrà probabilmente pagare di più per la Replay TV senza pubblicità. Per questo, in futuro potrà vedere i programmi trasmessi fino a 14 giorni prima. Finora, si poteva tornare indietro solo di una settimana.

Per quali emittenti sarà valido il nuovo regolamento?
La nuova tariffa vale per tutte le emittenti, «nessuna emittente può chiamarsi fuori», spiega Werder. A decidere è l'operatore telecom responsabile dell'offerta TV: «O propone ai clienti il replay di 14 giorni su tutti i canali con i nuovi spot per il replay o propone il replay di 14 giorni completamente senza pubblicità, ovvero con la possibilità di saltare anche i blocchi lineari». Rimangono escluse emittenti di diritto pubblico come le tedesche ARD e ZDF o i canali della SSR: «Lì non si vedranno pubblicità per il replay», assicura Werder.

Perché la SSR non è toccata dall'accordo?
«Secondo noi, l'estensione da 7 a 14 giorni presenta dei rischi per quanto riguarda l'acquisizione dei diritti, soprattutto nell'ambito fiction, ovvero per i film e le serie così come per lo sport», dichiara la direttrice del servizio stampa della SSR, Edi Estermann. La modifica sarebbe inoltre contraria ai principi del diritto d'autore: «Temiamo che l'offerta sulle nostre emittenti diventi più cara o debba essere limitata», afferma Estermann. La portavoce prevede che tali perplessità emergano anche nel corso della procedura di approvazione da parte della Commissione arbitrale federale per la gestione dei diritti d'autore e dei diritti affini (CAF).

Servizi come Netflix trarranno vantaggio dall'accordo?
Il direttore dell'Associazione degli operatori streaming svizzeri Swissstream, Alexander Schmid, crede di no: «Concorrenti come Netflix non offrono gli stessi programmi delle emittenti TV. Inoltre mancano i programmi d'informazione e lo sport. Da non dimenticare, poi, che è vero che, in futuro, i clienti vedranno un po' più di pubblicità usando la funzione replay, ma approfitteranno di un'offerta raddoppiata».

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