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Ogni anno si registrano in media in Svizzera da 2200 a 2800 decessi prematuri causati dall'inquinamento atmosferico.
SVIZZERA
19.11.2019 - 11:260

L'inquinamento atmosferico causa fino a 2800 morti premature all'anno

La Confederazione ha avviato uno studio pilota per valutare la fattibilità di un programma nazionale di biomonitoraggio.

di Redazione
Ats

BERNA - Ogni anno si registrano in media in Svizzera da 2200 a 2800 decessi prematuri causati dall'inquinamento atmosferico. Per comprendere meglio l'interazione tra sostanze pericolose tout court e salute, la Confederazione ha avviato uno studio pilota per valutare la fattibilità di un programma nazionale di biomonitoraggio.

Questo studio, precisa una nota odierna dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), potrebbe fornire informazioni più precise sull'esposizione della popolazione svizzera alle sostanze potenzialmente dannose.

In diversi settori, precisa la nota, fanno difetto conoscenze scientifiche sulle interazioni tra ambiente e salute umana. Spesso mancano anche i dati sull'esposizione agli inquinanti. In particolare, il grado di esposizione della popolazione ai prodotti chimici e l'effetto sulla salute di un "cocktail" di queste sostanze sono difficili da valutare.

Tale lacuna va colmata dal momento che, secondo l'UFSP, l'inquinamento ambientale fa ammalare le persone. Studi epidemiologici dimostrano che gli inquinanti atmosferici causano malattie polmonari e favoriscono lo sviluppo del cancro ai polmoni e delle malattie cardiovascolari. Solo in Svizzera, questo inquinamento è responsabile ogni anno di 2200-2800 decessi prematuri. Un'esposizione eccessiva al rumore disturba il sonno e aumenta a lungo termine il rischio di malattie cardiovascolari, diabete o sovrappeso.

Le autorità non sono rimaste in panciolle finora di fronte a simili pericoli: una legislazione severa in materia di prodotti chimici ha consentito di ridurre le concentrazioni di inquinanti organici e di metalli pesanti tossici come il mercurio. Nonostante i progressi, la situazione è lungi dall'essere ideale; le concentrazioni di polveri fini e di ozono sono regolarmente troppo elevate, mentre la pressione sulle acque, e quindi sulla qualità delle risorse di acqua potabile, è in aumento. Insomma, uno studio puntuale è più che necessario.

Commenti
 
Luis Foglia 3 sett fa su fb
E nessuno paga!!!!!!!!!!!!!
Nmemo 3 sett fa su tio
La problematica di morti premature e di malattie croniche quantificate in diverse migliaia di casi l’anno è nota da almeno cinque anni. Se la confederazione almeno controllasse le misure finora in vigore, si renderebbe conto che i limiti delle immissioni fissati per la tutela della salute pubblica nella vigente OIAt, in qualche cantone non sono applicati con il rigore che s’impone. Il Ticino è uno di questi per quanto concerne le immissioni dei piccoli impianti di combustione a legna. Tanti piccoli impianti pari a tante polveri fini, CO, NO2, ecc. che nella quotidiana prossimità e all’aria aperta, ognuno di noi respira. Nel canton Zurigo, per l’applicazione della stessa legge, già da decenni le sanzioni scattano dopo 15 minuti d’inadempienza. In Ticino un intervento radicale, in altre parole la rimozione di una lacuna legislativa nella legge cantonale di applicazione, non è mai stato preso in considerazione dal dipartimento diretto da leghisti poiché il mago Otelma di turno ha predetto che ciò non porterebbe consensi elettorali. Chi ha problemi respiratori, ringrazia.
Loris Vagni 3 sett fa su fb
secondo me anche molti di più
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