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VALLESE
04.08.2019 - 13:310
Aggiornamento : 16:00

«Scalare il Cervino dovrebbe essere vietato»

Lo scioglimento del permafrost avviene a quote sempre più elevate. E i massi si distaccano dalla montagna trascinando con sé gli alpinisti. Per gli esperti «non è più un'attrazione per turisti»

ZERMATT - Dall’inizio dell’anno sono morte sei persone sul Cervino. Le ultime due vittime sono di dieci giorni fa. Una guida alpina e il suo cliente sono precipitati a causa di una pietra che si è staccata sul versante vallesano della montagna, a circa 4’300 metri di quota. Dieci giorni prima, il 15 luglio, un alpinista sudcoreano è precipitato mentre si stava calando con una corda a 3’900 metri. A inizio giugno un 24enne britannico è stato trascinato da un masso che si è distaccato dalla montagna durante la discesa notturna.

Perché le rocce si staccano dalla montagna? Al momento non è ancora chiaro, ma secondo Hans-Rudolf Keusen, geologo ed esperto dei rischi naturali presso il Club alpino svizzero (SAC), «è molto probabile» che possa avere a che fare con il caldo. «Lo scioglimento del permafrost avviene a quote sempre più alte», ha dichiarato alla SonntagsZeitung.

La rete di misurazione Permos in Svizzera osserva e documenta i cambiamenti, l’estensione e le caratteristiche dello scioglimento del permafrost. Nel periodo dal 2014 al 2018 in Svizzera sono state misurate le più alte temperature di sempre. È stato il quadriennio più idrologicamente caldo dal 1864. «La temperatura della superficie terrestre misurata a fine giugno è la più alta di sempre», ha aggiunto Cécile Pellet, di Permos.

Le guide alpine esperte vedono una diretta conseguenza a questa situazione: montagne come il Cervino sono ora troppo instabili e pericolose per essere considerate un’attrazione turistica per tutti. E sono convinti: in futuro scalare la montagna vallesana alta 4’478 metri sarà vietato.

A fine giugno Frédéric Glassey, meteorologo di MeteoNews, aveva ipotizzato che a lungo andare lo scioglimento del permafrost potrebbe causare la caduta della cima del Cervino. «Se il permafrost si scongela, le pietre cadranno».

Lo scorso anno il Comune di Valtournenche, alle pendici della montagna sul versante italiano, aveva lanciato una campagna di sensibilizzazione per informare i suoi visitatori sui rischi che corrono affrontando l’ascesa senza le dovute conoscenze e senza essere accompagnati da una persona esperta. In quell'occasione la direttrice dell’ufficio guide alpine “Zermatters”, Nathalie Steindl, aveva messo in guardia: «Il Cervino rimane una montagna impegnativa, anche per la via normale che richiede molta esperienza alpinistica soprattutto se affrontata senza una guida alpina».

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