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LUCERNA
21.07.2017 - 20:150

Parla la madre della ragazza stuprata e resa tetraplegica

Le parole a due anni dalla violenza subita dalla 26enne di Emmen: «Abbiamo perso le speranze».

EMMEN - Lo stupro di Emmen ha suscitato grande indignazione in tutta la Svizzera. Due anni dopo i fatti, il colpevole è ancora ricercato. L’uomo, che non è stato ancora identificato, aveva spinto una ciclista dalla bicicletta prima violentarla selvaggiamente. La 26enne ha riportato ferite così gravi da renderla tetraplegica. Oggi vive su una sedia a rotelle.

La mamma della vittima ha confidato al «Blick»: «Ho quasi perso la speranza di trovare il colpevole». «Mia figlia oggi sta meglio, tutto merito della sua forza d’animo», dice. Sperava che l’autore potesse essere identificato grazie al Dna trovato sulla scena dell’aggressione ma fino ad ora i test, effettuati su 371 uomini, non hanno portato a nulla.

Eppure il materiale genetico raccolto potrebbe aiutare a definire l’età dell’aggressore, oltre che al colore degli occhi, della pelle e dei capelli. Ma questo tipo di analisi è vietato in Svizzera. Una situazione che la madre della vittima fatica ad accettare. «Non capisco come come si possa dare la precedenza alla tutela dell’aggressore invece che a quella della vittima».

La donna, che si sta battendo per un cambiamento della legge, pensa che il fatto di poter creare un identikit "elettronico" basato solo sul Dna potrebbe avere un effetto dissuasivo nei confronti degli aggressori.

A suo sostegno si è schierato anche il consigliere nazionale Albert Vitali (PLR). In una mozione presentata alla fine del 2015, il politico ha chiesto al Consiglio federale di «stabilire la base giuridica necessaria, affinché le autorità penali possano avere il permesso di continuare in modo mirato le indagini sugli autori delle violenze, analizzando sequenze del Dna in maniera tale da risalire alle caratteristiche individuali del colpevole». Il testo è stato accettato.

La commissione speciale creata all’interno della polizia lucernese per risolvere il caso è stata dissolta. Il portavoce della polizia, Kurt Graf, ha detto che le forze dell’ordine non dispongono di nessun nuovo indizio. Restano però alcuni campioni di Dna, provenienti da soggetti residenti all’estero, che devono ancora essere analizzati.

Profilo del DNA: situazione attuale in Svizzera
Attualmente gli inquirenti sono in grado di determinare il sesso e l’origine del presunto autore, ma non con certezza assoluta. «Grazie alla genetica si può sapere, ad esempio, che i geni della persona in questione sono per il 20% europei, il 20% asiatici e il 60% nord-africani», ha spiegato a febbraio 2016 Ursula Germann, dell’Istituto di medicina legale dell’ospedale cantonale di San Gallo. «Non è possibile però affermare che ha i capelli, gli occhi o la pella scura». Silvia Utz, dell’Università di Berna, ha confermato: «Sono solo ipotesi».

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