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29.04.2015 - 17:580
Aggiornamento : 10.01.2018 - 10:20

"Pensieri suicidi", 940 giovani hanno chiamato il 147

Nel 2014 si è registrata una crescita di queste telefonate pari al 10,5%

BERNA - Lo scorso anno i giovani che hanno fatto ricorso al numero 147 di Pro Juventute per segnalare disagi "personali" di vario genere sono sensibilmente cresciuti rispetto al 2013. La Fondazione segnala in particolare la progressione delle telefonate per "pensieri suicidi", aumentate del 10,5% a 939 (contro 850 nel 2013).

La consulenza telefonica 147, che si ottiene anche attraverso i media elettronici (via cellulare con un SMS al numero 147, via e-mail all'indirizzo "consulenza@147.ch", via una chat e nel web-self-service su www.147.ch), non compare sulle bollette del telefono (perché gratuita), offrendo una totale garanzia di confidenzialità, ricorda una nota odierna della Fondazione Pro Juventute.

Chi chiama non deve fornire la propria identità e gli specialisti all'altro capo del "filo" non trasmettono informazione alcuna a terzi, fatte salve situazioni di emergenza che richiedono l'intervento di polizia, ambulanza o servizi psichiatrici. Il servizio è fornito in italiano, tedesco e francese 24 ore su 24.

I dati della "Consulenza + aiuto 147" non sono trattati per classe di età, ha spiegato all'ats Ingo Albrecht, responsabile della comunicazione presso la Fondazione. La grande maggioranza di chi vi fa appello ha un'età compresa tra dodici e diciassette anni. Pur essendo dedicata ai giovani, la consulenza riceve richieste anche da giovani maggiorenni e da genitori.

La Fondazione pubblica oggi per la prima volta dati, seppur parziali, sull'utilizzo del servizio. Le "statistiche", rispetto al 2013, rivelano una marcata crescita di consultazioni alla voce "problemi personali" che comprendono i "pensieri suicidi" (+10,5% a 939), ma anche "depressioni" (+11,8% a 635), "autolesionismo/tagliarsi" (+5,6% a 488), "ansie" (+10,6% a 836) e "disturbi psichici" (+24% a 568).

Nel 2014 sono invece sensibilmente diminuite le chiamate per altre questioni, come quelle legate a famiglia, sessualità e amore. Ad esempio le richieste di aiuto in merito alla "ricerca di un partner/innamoramento infelice" sono diminuite del 20% (a 1416) e in merito alla "gravidanza" del 18% (a 897), ha indicato Albrecht.

Per il responsabile della "Consulenza + aiuto 147" nella Svizzera tedesca Thomas Brunner, citato nella nota, queste evoluzioni discordanti possono essere spiegate con un effetto internet. "L'amore e la sessualità sono grandi temi per quasi tutti gli adolescenti, di conseguenza la rete è piena di discussioni e informazioni in merito. I problemi personali invece sono spesso molto specifici e individuali, si ha bisogno di una persona con cui confidarsi direttamente", spiega.

Albrecht ricorda che la crescita dei "problemi personali" registrata a livello del 147 non riflette necessariamente un aumento del disagio giovanile in Svizzera. Potrebbe essere dovuta ad esempio a una maggiore conoscenza e accessibilità del servizio.

Se il caso lo richiede, Pro Juventute indica ai ragazzi contatti o consultori idonei nella loro regione, ma non accompagna i giovani nella soluzione dei loro problemi. "Forniamo i primi consigli - non una terapia", dice Brunner, intervistato da Tages-Anzeiger e Bund, che in un articolo odierno hanno anticipato il tema.

Il 2014 ha visto anche una crescita delle consulenze che hanno portato a "interventi per crisi", in generale un elevato rischio di suicidio: ve ne sono stati 56, contro 43 nel 2013 e sette nel 2007. "Si tratta di un'ultima ratio per evitare il peggio", riferisce Brunner, precisando che si è intervenuto sempre in tempo utile. "Se così non fosse stato, avremmo avuto una solida ragione per interrompere la nostra attività". Nelle situazioni di emergenza intervengono polizia e specialisti.

Queste decine di casi estremi vanno poste in correlazione con il numero di contatti totali che lo scorso anno sono stati più di 150'000, pari a oltre 400 al giorno. Rispetto al 2013 la durata media di una consulenza è aumentata del 20%. Per Pro Juventute la spiegazione risiede nella crescente complessità dei casi dei problemi personali.

Le richieste relative ai "problemi personali" e alla sessualità costituiscono dunque solo una piccola frazione del totale dei contatti. Albrecht spiega che la diversità dei temi sottoposti da bambini e adolescenti è enorme. Molte telefonate mirano anche solo semplicemente a verificare se un contatto sia effettivamente possibile. Va anche tenuto conto che le sollecitazioni avvenute via internet non sono state attribuite a categorie ("depressioni", "gravidanza",...) ma vengono contabilizzate nel totale delle consulenze.

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