IL SORPASSO A… DUE RUOTEMarquez&Marquez, fratelli-coltelli

16.03.23 - 20:15
Uno è triste in Honda, l’altro sprinta in Ducati
Imago
Marquez&Marquez, fratelli-coltelli
Uno è triste in Honda, l’altro sprinta in Ducati
Alex sogna, Marc mugugna.
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L’immagine è di undici mesi fa, GP del Portogallo 2022: negli ultimi giri infuocati va in scena un duello tutto in famiglia tra i fratelli Marquez, Marc e Alex, allora entrambi sulle Honda. Del team ufficiale il primo, di Lucio Cecchinello il secondo. Sorpassi, staccate, attacchi e difese, i due lottano all’ultimo sangue per il sesto posto fino a sotto alla bandiera a scacchi, dove Marc la spunta per appena 20 millesimi. «Mi avessi battuto, non saresti tornato a casa su questo aereo», è il retroscena raccontato in All In, il docufilm su e prodotto dallo stesso Marc, uscito nelle scorse settimane.

L’otto volte campione iridato davanti - sempre e comunque - al fratello è stata la logica alla quale ci siamo abituati in questi anni. Ma se questo identico duello dovesse ripetersi la prossima settimana, è altamente probabile che il risultato finale sarebbe molto diverso.

Perché Alex, sfiduciato e stufo di una Honda che in questi tre anni di MotoGP ha fatto di tutto per fargli “scendere la catena”, alla fine ha deciso di salutare Tokyo per entrare nel mondo Ducati. Dove gli sono bastati pochissimi giri già nel test di fine campionato a Valencia per capire di avere trovato il suo mondo dei balocchi. Da allora, per lui ha cominciato a suonare una musica completamente diversa, in sella a una moto sulla quale si è sentito subito competitivo, tanto da fargli chiudere i test di Portimão con un grande ottimismo che non aveva mai avuto negli ultimi anni: «In questo momento valgo i primi cinque posti». E questo nonostante due cadute l’ultimo giorno accolte quasi con sollievo perché «Fino a quel momento pensavo che la Ducati non avesse limiti».

Marc ha invece lasciato il Portogallo carico di preoccupazioni, con una Honda ancora lontana, lontanissima, dai migliori. Della rivoluzione tanto auspicata per ora non c’è nessuna traccia. Pure l’arrivo di Ken Kawauchi, il nuovo direttore tecnico proveniente dalla ritirata Suzuki, non ha ancora cambiato l’inerzia di una squadra che continua a brancolare nel buio, con una moto che fino a questo momento non ha mostrato segnali incoraggianti. «Siamo tra quinto e decimo posto», si è sbilanciato Marc, conscio probabilmente di averla sparata un po’ grossa, al cospetto di Ducati e Aprilia che in questo momento sembrano viaggiare a un ritmo per lui impossibile. E chissà se, guardando la facilità dei tempi di Alex, ma soprattutto la velocità di reazione della Ducati, ma anche dell’Aprilia, nella mente di Marc non stia nascendo la pazza idea. Prima, però, c’è da finire davanti ad Alex a Portimão. E questa volta non sarà per nulla facile.

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