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NL - PLAYOFFRappi-Davos, ultimo round: «Dopo lo shock si è tornati 50-50. Occhio alle paure, ma anche al troppo entusiasmo»

06.04.22 - 08:00
Passato dal 3-0 al 3-3, il Davos “flirta” con un clamoroso ribaltone. La parola all’ex gialloblù Félicien Du Bois.
keystone-sda.ch (GIAN EHRENZELLER)
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06.04.22 - 08:00
Rappi-Davos, ultimo round: «Dopo lo shock si è tornati 50-50. Occhio alle paure, ma anche al troppo entusiasmo»
Passato dal 3-0 al 3-3, il Davos “flirta” con un clamoroso ribaltone. La parola all’ex gialloblù Félicien Du Bois.
«È una finale e si riparte da zero, mi torna alla mente Ambrì-Lugano del 2006. I ferri dei Lakers? Chi riuscirà a dimenticare ciò che è accaduto fin qui, avrà più chance di spuntarla. Pospisil? Sono quelle storie di sport difficili da spiegare».

RAPPERSWIL - Tutto in una notte. Sopravvissuto con grinta, caparbietà e mettiamoci pure un bel aiuto della Dea Bendata - che in gara-5 ha voltato le spalle al Rappi tra ferri (sei) e una folle rimonta last-minute -, il Davos sogna il clamoroso ribaltone. Vicinissimi al baratro nel già citato quinto round, i grigionesi sono invece rimasti in corsa firmando poi un rotondo successo in gara-6, dove i sangallesi hanno pagato dazio anche per gli sforzi profusi e vanificati. Dal 3-0 si è così arrivati fin sul 3-3, con la serie dei quarti che questa sera vivrà il suo ultimo e decisivo atto (20.00). 

«L’inerzia è cambiata, a Davos si respira un’aria positiva e sicuramente meno pesante, ma attenzione: è lì che si nascondono i pericoli», interviene Félicien Du Bois, ex difensore con alle spalle oltre 800 partite in LNA, 6 Mondiali, un'Olimpiade e un titolo conquistato proprio coi gialloblù nel 2015.

«Gara-7 è una finale e si riparte da zero. Chi riuscirà a dimenticare ciò che è accaduto fin qui, avrà le migliori chance di spuntarla. Il Rappi dovrà sicuramente scordare i tre ko, benché sia inevitabile che sorgano dei dubbi e delle paure. Un po’ lo si è già visto anche in gara-6, persa malamente. A Davos invece non bisogna farsi prendere troppo dall’entusiasmo».

Soprattutto per due motivi: in primis i Lakers non sono “morti”, in secondo luogo gli episodi hanno sin qui premiato i grigionesi.
«Su questo siamo tutti d’accordo. In gara-5 il Rappi poteva avere 3 o 4 gol di vantaggio, se non di più. Poi tutto è cambiato e il Davos ha avuto il merito di crederci ed essere efficace. Per gli uomini di Hedlund è stato uno shock e lì si è tornati 50-50. Non è piacevole, ma alla mente mi torna la serie del 2006 col Lugano, quando con l’Ambrì eravamo avanti 3-0 e gara-4 finì in maniera molto rocambolesca. Poi sappiamo com'è andata. L’abbiamo buttata via ed è stata una delle sconfitte più dolorose della mia carriera».

Complice la squalifica di Nygren, coach Wohlwend ha rispolverato Kristian Pospisil, rivelatosi un’arma in più. Sole 8 partite in regular season (1 gol), poi due lampi che hanno contribuito in maniera determinante ai due ultimi successi. 
«Sono quelle storie di sport difficili da spiegare. È arrivato in dicembre e non ha convinto, finendo ai margini. Poi in febbraio ha giocato le Olimpiadi e vinto il bronzo con la Slovacchia. Gli ha dato energia e nuova fiducia, altrimenti la stagione diventa davvero lunga… Adesso ha avuto giocoforza la sua chance e in gara-5 ha segnato quel gol cruciale all’overtime. Nel sesto atto è apparso anche in crescita».

Insomma tanti piccoli tasselli che si stanno tingendo di gialloblù… Davos favorito?
«Il Rappi però gioca in casa e gli basterebbe fare il primo gol per riprendere tanto coraggio. Detto questo, chiudo con una mia idea personale: quando vai a gara-7, è sempre meglio avere Ambühl dalla tua parte piuttosto che contro… Proprio per questo punterei un franchetto sul Davos».

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