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11.12.2020 - 12:000
Aggiornamento : 16:06

Covid, avanti a singhiozzo: «Sembra sempre di essere come a inizio stagione»

Il calendario spezzatino non facilita il lavoro delle squadre. La parola a Samuel Guerra, difensore del Davos.

Il 27enne ticinese parla delle difficoltà legate al virus e dell'inossidabile Joe Thornton: «La sua forza sta nell’amore per questo sport. Ogni volta che può mette i pattini e vuole solo giocare».

DAVOS - Tra rinvii, cambi di programma e quarantene - l’ultima quella imposta ieri al Ginevra con conseguente rinvio del match col Berna -, il campionato va avanti a singhiozzo. Difficile allenarsi come si vorrebbe, complicatissimo trovare la necessaria costanza. Lo sa bene anche il Davos, che sin qui ha giocato solo 12 partite, rimediando otto sconfitte. Le ultime due contro l’Ambrì, che nel recente back-to-back ha rifilato 12 gol ai grigionesi e domenica ospita il Langnau.

«Non abbiamo il paraocchi e sappiamo quello che sta capitando a livello mondiale, ma sin qui, se parliamo di hockey giocato, è stato complicato trovare il ritmo partita - interviene il ticinese Samuel Guerra, difensore dei gialloblù - Dal 2 ottobre al 27 novembre abbiamo giocato solo otto gare di campionato. Meno di una alla settimana. Con questi stop improvvisi diventa anche difficile trovare i giusti metodi di allenamento per arrivare in condizioni ottimali alle partite. Sembra sempre di essere come all’inizio della stagione. Non è semplice mantenere la giusta routine quando passa tanto tempo tra un incontro e l’altro».

Come gestite le notizie legate al Covid e i giorni delle partite?
«Il game-day è forse l'unico in cui riusciamo a staccare e concentrarci solo sullo “spogliatoio”. Guardiamo le analisi video e ci prepariamo per la partita. Poi sì… purtroppo può capitare che da un momento all’altro arrivino brutte notizie, con gare rinviate all’ultimo. In generale è però il giorno in cui si parla meno di Covid. Poi, quando finalmente si gioca, siamo tutti più rilassati e contenti. Per due ore ci si dimentica di quello che sta fuori».

In questa situazione è complicato, anche per gli addetti ai lavori, fare analisi e parlare di dettagli da migliorare.
«Normalmente, di questi tempi, si guardava la classifica e ci si rendeva conto di quel che stava succedendo. Si potevano fare dei primi bilanci. Adesso è dura, anche se bisogna rimanere flessibili e in fondo siamo tutti sulla stessa barca. A Davos ci siamo detti di voler restare concentrati su noi stessi, senza guardare i punti in classifica. Certo non siamo soddisfatti delle nostre prestazioni».

Adesso però, salvo altri scossoni, il Davos ha davanti a sé diverse partite ravvicinate. Le prime due in questo weekend contro Bienne e Friborgo.
«Speriamo. Se tutto va bene ci aspettano delle settimane intense e ne siamo contenti. Vogliamo iniziare col piede giusto contro due avversari forti come Bienne e Friborgo. Per fare risultato dovremo sicuramente migliorare il gioco difensivo, tanto più contro squadre così pericolose in attacco. È un buon weekend per mostrare una reazione».

Con l’Ambrì invece non è andata bene.
«Siamo stati troppo passivi. In questi giorni ci siamo guardati allo specchio e ne abbiamo discusso, ognuno sa esattamente quello che deve migliorare. Abbiamo concesso troppi tiri, troppi rebound, troppe conclusioni facili. Wohlwend? Non era molto contento… così come tutti noi. Sappiamo e vogliamo fare meglio».

Ad Ambrì sta impressionando Julius Nättinen (14 gol e 3 assist in 12 match). A Davos invece c’è un altro finnico, Teemu Turunen, che era molto atteso ma sta facendo fatica (3 gol e 3 assist, bilancio -7).
«Nättinen si sta dimostrando un attaccante di razza. Quando vede la porta tira e, ormai da inizio campionato, segna quasi a ogni conclusione. È una grande qualità. Turunen non sta facendo valanghe di punti, ma si impegna tanto e aiuta la squadra. Blocca i tiri, chiude i check. Sta passando un periodo no a livello di punti, ma cerca sempre di reagire e lavora duro. Continuando così, con il Davos che gli dà fiducia, cambierà il vento e arriveranno anche i gol e gli assist».

Nei Grigioni c’è anche l’inossidabile Joe Thornton, già autore di 11 punti (5 gol) in 10 partite.
«Ah si… il 18enne che verrà draftato l’anno prossimo? (ride, ndr). Thornton è fenomenale. Ormai lo conosco da anni, è un personaggio. La sua forza sta anche nell’amore per lo sport. Ogni volta che può mette i pattini e vuole solo giocare. Ha 41 anni ma ama il gioco e si diverte come un ragazzino alle prime armi. Porta energia positiva in spogliatoio ed è un grandissimo giocatore. Stesso discorso per Andres Ambühl, che ci dà tanto ogni giorno».

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Commenti
 
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Evry 5 mesi fa su tio
Natinen GRANDE mentre Guerra .... no comment
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