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LUCA PANIZZOLO

Sicurezza antincendio nei locali pubblici: prevenzione, controlli e formazione non possono essere opzionali

Luca Panizzolo
AFP
Fonte LUCA PANIZZOLO
Sicurezza antincendio nei locali pubblici: prevenzione, controlli e formazione non possono essere opzionali
Luca Panizzolo

Negli ultimi giorni, anche a livello internazionale, il tema della sicurezza nei locali aperti al pubblico è tornato con forza al centro dell’attenzione. Una questione che riguarda direttamente anche la nostra realtà e che non può essere affrontata con superficialità, soprattutto quando si parla di norme antincendio e prevenzione.

In una recente conferenza pubblica a Crans-Montana è stato ammesso che i controlli antincendio non sono sempre stati effettuati con cadenza annuale, come previsto dalle disposizioni vigenti. Un’ammissione che solleva interrogativi legittimi anche sulla situazione nel nostro cantone.

Bar, ristoranti, discoteche e strutture ricettive ospitano quotidianamente un numero elevato di persone. Il rispetto delle norme antincendio non può quindi essere considerato un semplice adempimento burocratico, ma una condizione essenziale per la tutela dell’incolumità di clienti, personale e residenti.

Chi ha maturato esperienza diretta sul campo, come il sottoscritto, sa bene che i primi minuti di un incendio sono determinanti. Un intervento rapido e corretto può evitare che un principio d’incendio si trasformi in una tragedia. Tuttavia, la sola presenza di dispositivi antincendio non basta se manca la preparazione di chi dovrebbe utilizzarli.

Le normative antincendio prevedono che i locali aperti al pubblico siano dotati di estintori adeguati, chiaramente segnalati e muniti dell’indicazione della data dell’ultima revisione, poiché tali dispositivi devono essere sottoposti a manutenzione periodica obbligatoria a intervalli stabiliti. Un estintore non revisionato o non funzionante è, di fatto, inutile.

Ma anche un estintore perfettamente in regola non garantisce la sicurezza se viene utilizzato in modo scorretto. Per questo motivo almeno il gerente e i suoi collaboratori dovrebbero essere obbligati a frequentare un corso di formazione di base sul corretto utilizzo degli estintori e degli altri dispositivi antincendio. Nei primi minuti di un incendio, un uso errato può rendere inefficace l’intervento e permettere al fuoco di propagarsi rapidamente.

Un altro aspetto che merita attenzione riguarda le residenze plurifamiliari di nuova costruzione, dove non è più previsto l’obbligo di installazione di estintori ai piani. Una scelta che solleva più di una perplessità, considerando che un intervento immediato da parte dei residenti può fare la differenza nelle fasi iniziali di un incendio.

Preoccupazioni emergono inoltre sul fronte degli impianti di aspirazione delle cucine. In diversi esercizi pubblici le cappe risultano non conformi alle prescrizioni antincendio: le condotte di evacuazione dei fumi e dei vapori di cottura non vengono portate fino sopra il tetto, come previsto dalle direttive VKF, ma scaricate in facciata o affidate unicamente a filtri a carboni attivi. Soluzioni non ammesse per cucine professionali, che comportano rischi concreti in termini di sicurezza antincendio, igiene e immissioni moleste, soprattutto in edifici abitati.

La prevenzione non è mai un eccesso.

Non tutto è prevedibile, ma molto può essere evitato attraverso controlli regolari, impianti conformi e una formazione adeguata di chi opera quotidianamente nei locali pubblici. Investire nella prevenzione significa tutelare non solo clienti e lavoratori, ma anche residenti e gli stessi servizi di soccorso chiamati a intervenire nelle situazioni più critiche.

Luca Panizzolo, ex pompiere e amministratore di un locale

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