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Luigi Lo Cascio racconta Peppino Impastato

L’attore racconta il giornalista noto per le denunce contro Cosa nostra di cui vestì i panni ne “I cento passi”
Luigi Lo Cascio racconta Peppino Impastato
L’attore racconta il giornalista noto per le denunce contro Cosa nostra di cui vestì i panni ne “I cento passi”
ROMA - «Peppino immaginatelo come questi ragazzi del Cinema America (occupato dal 2012, ndr), senza arrivare naturalmente al martirio e gli eccessi di crudeltà e ferocia... Peppino era una persona che aveva voglia di fare, ma era anche u...

ROMA - «Peppino immaginatelo come questi ragazzi del Cinema America (occupato dal 2012, ndr), senza arrivare naturalmente al martirio e gli eccessi di crudeltà e ferocia... Peppino era una persona che aveva voglia di fare, ma era anche un grande trascinatore. Quando lo ho interpretato ero poco più grande dell’età in cui è morto, ciò che mi ha colpito di più è stato il suo rapporto tra bellezza ed etica, esse si fondevano e andavano a braccetto, ma soprattutto ciò che mi ha segnato è stata la sua la negazione dell’abitudine. Peppino ancora oggi, tramite la sua storia e il suo ricordo, ci dice che non dobbiamo abituarci al mondo in cui viviamo, non dobbiamo mai perdere la capacità di indignarci, non possiamo dare per assodato che ciò che abbiamo è il migliore dei mondi possibili, perché anzi questo è il peggiore dei mondi possibili. Peppino lotta senza sosta dopo che ha trovato i suoi ideali e valori, questi diventano la sua natura, la sua essenza diventa così in breve tempo la capacità di ribellione, è un uomo in rivolta che mette al primo posto la capacità e volontà di dire di no. Il suo primo obiettivo è difendere i suoi valori fondamentali».

Come riporta l’Ansa, questo è quanto ha detto Luigi Lo Cascio in occasione della presentazione del film "I cento passi" (Italia, 2000) all'interno dell'iniziativa Lazio Senza Mafie, il meeting promosso dall'Osservatorio per la Legalità e la Sicurezza della Regione Lazio in collaborazione con il Piccolo America.

La proiezione si è svolta all'interno della palestra del Liceo Croce-Aleramo di Colli Aniene (Roma), trasformato per una notte in sala cinematografica aperta a tutta la città. Circa 500 ragazzi si sono ritrovati per ascoltare la presentazione del protagonista e della sceneggiatrice Monica Zapelli.

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