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CANTONE / SVIZZERAImmobili, pericolo di bolla. È in Ticino c'è anche il rischio liquidità

10.08.21 - 10:53
L'UBS Swiss Real Estate Bubble Index colloca l'attuale situazione in Svizzera nella zona a rischio
Depositphotos (foto d'archivio)
Fonte ATS
Immobili, pericolo di bolla. È in Ticino c'è anche il rischio liquidità
L'UBS Swiss Real Estate Bubble Index colloca l'attuale situazione in Svizzera nella zona a rischio

BELLINZONA / ZURIGO - Cresce il rischio di bolla immobiliare in Svizzera: il relativo indice calcolato dagli esperti di UBS si è attestato nel secondo trimestre 2021 a 1,90 punti, contro 1,78 punti dei tre mesi precedenti. A pesare è il forte aumento di prezzo delle case. Ma in Ticino il pericolo è di non riuscire a trovare un acquirente.

L'UBS Swiss Real Estate Bubble Index - questo il nome dell'indice - si conferma quindi nella zona a rischio (che è da 1 a 2 punti), informa l'istituto in un comunicato odierno. A partire da 2 punti si parla di bolla. Secondo gli specialisti della banca l'indicatore è salito a causa dell'aumento del costo degli immobili e dell'accelerazione della crescita del mercato ipotecario.

Per quanto concerne il primo punto, i prezzi delle abitazioni sono aumentati nel secondo trimestre del 5,4% nel confronto annuo: si tratta della progressione più marcata da otto anni a questa parte. Se prima della crisi del coronavirus servivano 6,5 stipendi annuali medi per comprare casa, oggi ne sono necessari 7,1. L'accesso all'alloggio in proprietà è quindi oggi più difficile.

Riguardo alle ipoteche, si registrano volumi del 3% superiori a quello del 2020. I tassi di crescita non sono ancora da record, ma un ulteriore aumento sarebbe da interpretare chiaramente come un segnale di avvertimento, scrive UBS. La combinazione di un boom del debito e di alti tassi di progressione dei prezzi è segno di uno squilibrio emergente.

Gli esperti di UBS vedono anche un pericolo nel fatto che nello stesso tempo gli affitti offerti sul mercato sono scesi: la contrazione è stata pari al 3,2%, ciò che rappresenta la flessione più forte dal 1996. Questo aumenta il rischio, specialmente per gli acquirenti di case che sono intenzionati ad affittare la loro proprietà.

Gli economisti dell'istituto non si aspettano però che l'indice salga nella zona di bolla nell'anno in corso: al contrario l'indicatore è previsto in calo a 1,48 nel terzo trimestre e a 1,69 nella quarta parte dell'anno. Questa stima si basa sulla presumibile buona performance economica generale del secondo semestre.

Passando a una visione regionale della situazione, UBS sottolinea tre possibili pericoli: rischi fondamentali (i prezzi delle case non sono più in linea con il reddito delle famiglie e con il livello degli affitti), che concernono distretti nelle regioni di Zurigo, Ginevra e Basilea; rischi di surriscaldamento (forte aumento della domanda e prezzi in netto aumento), che riguardano le stesse zone citate prima; rischi di liquidità (troppa offerta rispetto alla domanda, difficoltà quindi di vendere), che interessano nove regioni elvetiche, di cui quattro ticinesi. In pratica tutto il cantone italofono, ad eccezione del Bellinzonese, presenta il rischio in questione. I Grigioni per contro compaiono completamente immacolati nella mappa di UBS.

COMMENTI
 
SteveC 1 anno fa su tio
C’è proprio da stupirsi
Don Quijote 1 anno fa su tio
Speriamo che l'oroscopo dei soliti analisti si confermi una buona volta, è da 20 anni che aspetto la bolla immobiliare per investire acquistando a basso prezzo e non succede mai niente! Analisti dell’economia, climatologi e infettivologhi vogliono rubare il mestiere ad astrologhi e cartomanti, che bella soddisfazione tagliare un albero al mattino e fabbricare quattro sedie e un tavolo entro sera per la cena…, non lo capiranno mai!
F/A-19 1 anno fa su tio
......che iena.....
gmogi 1 anno fa su tio
I grandi fanno i soldi e i piccoli pagano
Dalu 1 anno fa su tio
Intanto si continua a costruire… appartamenti sfitti ovunque, la maggior parte necessiterebbe di un riammodernamento… ma è più facile costruire da zero e lasciare cadere a pezzi gli immobili degli anni 70… che schifo
F/A-19 1 anno fa su tio
Ognuno decide e fa a seconda di come gli conviene, comunque per tua informazione gli immobili degli anni 70 conviene buttarli giù e ricostruire con standard attuali, dai retta a me. Altra cosa è conservare edifici storici e di pregio, sempre un’operazione costosa ma certi oggetti poi hanno un’affitto od una vendita che compensa l’investimento.
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