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VEZIADa oggi il volontariato ha una guida: si chiama cenpro

03.06.20 - 14:10
Il Centro competenze non profit è stato presentato stamattina alla stampa dal suo direttore, Giorgio Panzera
Ti-Press (Elia Bianchi)
Da oggi il volontariato ha una guida: si chiama cenpro
Il Centro competenze non profit è stato presentato stamattina alla stampa dal suo direttore, Giorgio Panzera
Si occuperà di «supplenza verso gli enti pubblici e sinergia con il privato, l’economia»

VEZIA - Affinché le organizzazioni possano operare in modo efficiente, proficuo e professionale. È questo lo scopo dichiarato di cenpro (Centro di competenze non profit), fondazione nata nel mese di marzo e presentata questa mattina agli organi di informazione, in occasione dell’apertura dell’ufficio presso Villa Negroni. Un momento particolare per la nascita di una fondazione (su cui in realtà si lavora da anni), che però può sicuramente rivelarsi utile per fornire un aiuto concreto alle non profit, anche loro toccate duramente dalla crisi.

Sinergia e supplenza - Perché un ente che si occupa del Terzo Settore? Perché in Ticino finora non c’era. «È necessario che le fondazioni possano disporre di un’antenna, una piattaforma di contatto» ha spiegato Paolo Bernasconi, segretario del consiglio di fondazione. «La Svizzera è il paese delle associazioni». E il Ticino è famoso per la sua solidarietà. Cenpro si occuperà di “supplenza” e “sinergia” tra non profit. «Supplenza verso il primo settore, lo Stato e gli enti pubblici. E sinergia con il secondo settore che è il privato, l’economia». 

Non profit, ma non povere - È stato Michele Rossi, altro membro del consiglio di fondazione, a ricordare questa mattina che le “non profit” non sono coloro che si oppongono al profitto. «Sono attività che hanno come obiettivo finale qualcosa di diverso dall’utile economico, un interesse “ideale”. Questo non vuol dire che non abbiano bisogno di soldi e che non debbano essere organizzate». Nasce da qui l’esigenza di un ente. «Cenpro vuole creare formazione, favorire lo scambio di informazioni, aiutare il settore a crescere - ha aggiunto il presidente Stefano Montobbio -. Per semplificare la catena di trasmissione».

Al passo con tutta la Svizzera - Il Centro di competenze è frutto dell’esperienza del suo direttore, Giorgio Panzera, che ha lavorato cinque anni in Ticino e sei in Svizzera interna nell’ambito del non profit. «Lì ho trovato un’altra realtà che mi ha appassionato al settore. E mi sono promesso che con il rientro in Ticino avrei dato un contributo». Oltre Gottardo pensano che nella Svizzera italiana il non profit sia «15 anni in ritardo». Proprio per questo cenpro si offre di aiutare gli enti - che si occupano di cultura, politica, sport, salute, prevenzione e divulgazione - a «migliorare le competenze, i progetti e il modo di presentarli». 

Gli obiettivi - Il Centro competenze non profit è l’ottavo in Svizzera, il primo in Ticino (e Grigioni italiano). L'obiettivo è lo sviluppo del settore non profit e il recupero del gap con la Svizzera interna, ma anche la risoluzione della “situazione frammentata” degli enti non profit distribuiti sul territorio con la creazione di un networking per unire e diminuire le distanze tra gli enti. Proprio a questi enti verrà fornita consulenza, mettendo in campo le competenze del consiglio di fondazione e dell’Advisory board (che lavorano a titolo volontario). «Ci si orienta allo scopo e non al profitto» ha aggiunto Panzera. Che ha idee intraprendenti: «Tra qualche anno vorremmo addirittura offrire un CAS (Certificate of advanced studies)». 

Il barometro post Covid - Cenpro non si occuperà di ricerca di fondi per gli enti. «Noi forniremo loro le competenze per farlo al meglio, diminuendo i costi di gestione e realizzando dei progetti che nella presentazione siano già all’avanguardia». Il primo progetto verrà lanciato oggi: “barometro NPO”. «Vogliamo capire come ha reagito il settore non profit al post Covid-19. Misurare la situazione degli enti e su questi costruire dei progetti interessanti». 

Volontariato ma con "modo" - Con il Centro di competenze il volontariato si fa “professionale”, dunque. «Una contraddizione in termini - secondo Mauro Dell’Ambrogio, che porta la sua esperienza nell’Advisory board -, che è però innovazione. E avere un’antenna da noi che possa, con la patente di competenze, interloquire con chi se ne occupa oltre Gottardo ci vuole. Il volontariato è anche fonte di innovazione. E la Svizzera è il paese più innovativo al mondo, grazie anche allo spirito di volontariato. È un esperimento che andava fatto e che riuscirà se il vasto mondo del volontariato sentirà il bisogno di appoggiarsi su qualcuno che riesce ad aiutarlo».

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