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SVIZZERAL'inflazione rallenta, ma i prezzi continuano a salire

12.04.24 - 11:20
Negli ultimi due anni i beni di prima necessità sono aumentati parecchio. I rialzi maggiori? Per energia e vacanze
Depositphotos (leeser)
Fonte Ats
L'inflazione rallenta, ma i prezzi continuano a salire
Negli ultimi due anni i beni di prima necessità sono aumentati parecchio. I rialzi maggiori? Per energia e vacanze

BERNA - L'inflazione sta rallentando in Svizzera, ma i prezzi continuano a salire e se li si confronta con il periodo precedente alla guerra in Ucraina si scopre che la vita si è fatta parecchio più cara, con aumenti anche da capogiro: il rincaro delle tariffe dell'elettricità sfiora il 50%, quello dei pacchetti vacanze il 30%.

Sulla carta va tutto bene - L'inflazione - più precisamente: l'aumento dei prezzi su base annua - si è attestata all'1,0% in marzo, dopo l'1,2% di febbraio, l'1,3% di gennaio e l'1,7% di dicembre. La tendenza quindi è verso un calo (del rincaro, non dei prezzi, che continuano ad aumentare). La Banca nazionale svizzera (BNS) ha parlato quindi di«efficacia della lotta all'inflazione durante gli ultimi due anni e mezzo», cosa che ha permesso in marzo all'istituto di allentare la sua politica monetaria, con l'abbassamento del tasso guida dall'1,75% all'1,50%. Per la BNS infatti se l'inflazione è inferiore al 2% si ha stabilità dei prezzi.

I consumatori non sono d'accordo - Visto nell'ottica del consumatore il quadro si fa però meno idilliaco. Stando ai dati dell'Ufficio federale di statistica (UST) analizzati dall'agenzia Awp, nel periodo che va da gennaio 2022 (prima dell'invasione russa dell'Ucraina, quindi) al marzo 2024 la crescita generale dei prezzi si è attestata al 5,3%, cosa che equivale a un tasso annualizzato del 2,4%.

Nel periodo in questione i prezzi dei generi alimentari - una delle maggiori voci di spesa delle famiglie, quasi il 10% - sono aumentati del 7,0%. Sensibili progressioni sono state rilevate per la carne (+4,2%), il formaggio (+9,2%), la frutta e la verdura (+3,5%), lo zucchero (+23,5%) e il caffè (+9%).

Sono diventati più cari anche gli affitti (+4,6%), che rappresentano quasi un quinto della spesa delle economie domestiche, così come l'abbigliamento (+11,5%), l'elettricità (+47,9%), il gas (+26,0%), il carburante (+4,4%) e i pacchetti vacanza (+28,1%). L'unica sorpresa è rappresentata dalla diminuzione del prezzo dei farmaci (-5,5%).

I trend - Mentre l'aumento del costo di alcuni articoli agricoli può essere spiegato dai cattivi raccolti, in particolare per lo zucchero e il caffè, la situazione è diversa per altri gruppi di prodotti. Nel caso dei prezzi dell'energia, che si sono ridotti sui mercati all'ingrosso dopo l'impennata seguita all'inizio del conflitto nell'est europeo «le revisioni delle tariffe sono periodiche piuttosto che continue» e «non sono state trasferite ai consumatori», osserva Arthur Jurus, capo economista della banca privata Oddo BHF Svizzera. «I prezzi a carico dei consumatori reagiscono rapidamente e fortemente ai rialzi sui mercati, ma molto meno ai ribassi».

Secondo l'esperto sono in corso sviluppi importanti. Da una parte la tendenza deflazionistica dei prezzi dei generi alimentari, osservata per 20 anni fino alla crisi ucraina, «è alle nostre spalle», mentre gli affitti stanno recuperando verso il loro trend storico e stanno accelerando ulteriormente.

I costi delle vacanze - Le ragioni dell'impennata dei prezzi dei pacchetti turistici sono molteplici. Andrea Beffa, direttrice della Federazione svizzera di viaggi (FSV), attribuisce la causa all'aumento del costo del carburante e del personale. La mancanza di disponibilità sulle rotte aeree e le difficoltà di consegna dei pezzi di ricambio dei velivoli aerei stanno creando una carenza di offerta, facendo lievitare le tariffe. "Il picco dei prezzi dovrebbe essere raggiunto nel 2024", pronostica la specialista.

Gli aumenti e la trasparenza - Da parte sua la Federazione romanda dei consumatori (FRC) si dice «preoccupata per l'impatto degli aumenti, in particolare sulle famiglie meno abbienti». Secondo Jean Busché, responsabile economia e nuove tecnologie presso l'organizzazione, «è difficile giudicare se i rincari siano giustificati, senza una piena trasparenza dei costi di produzione e dei margini aziendali». A suo avviso però «spesso gli aumenti vengono trasferiti direttamente ai consumatori per mantenere alti i margini, il che è particolarmente preoccupante quando si tratta di beni essenziali come gli alimenti».

La FRC chiede «una maggiore trasparenza dei prezzi e dei margini dei distributori» e ritiene «essenziale adottare misure mirate che si concentrino sulle voci di spesa non comprimibili, in modo da ridurre il costo della vita delle famiglie meno abbienti». A livello parlamentare la federazione sostiene l'applicazione dell'aliquota IVA ridotta all'elettricità, una moratoria sull'aumento dei premi delle casse malati e una drastica riduzione delle tariffe dei trasporti pubblici.

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