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SVIZZERAFusioni e acquisizioni in calo nel 2023

05.02.24 - 09:51
Le transazioni sono scese del 25%, tra le cause la recessione e le turbolenze geopolitiche
Depositphotos (AndrewLozovyi)
Fonte Ats Awp
Fusioni e acquisizioni in calo nel 2023
Le transazioni sono scese del 25%, tra le cause la recessione e le turbolenze geopolitiche

ZURIGO - Le fusioni e acquisizioni sul mercato svizzero hanno sofferto di un prolungato periodo di incertezza nel 2023 a causa dei conflitti geopolitici, della recessione e degli alti prezzi dell'energia, comunica oggi la filiale svizzera della società di consulenza KPMG.

Lo scorso anno KPMG ha registrato un calo del 25% con 484 transazioni rispetto alle 647 del 2022, per un valore totale di 72,2 miliardi di dollari (62,63 miliardi di franchi al cambio attuale) contro i 138,5 miliardi dell'anno precedente. «Le speranze di un ritorno ai livelli pre-pandemia si sono infrante nel 2023. Questo è il secondo peggior anno del decennio in termini di volume», si legge nella nota.

Sul podio dei settori più attivi, l'industria ha conquistato il primo posto con 98 operazioni, pari a una quota del 20% del totale. Al secondo posto, tecnologia, media e telecomunicazioni hanno rappresentato il 16% (76 transazioni). Infine, la medaglia di bronzo è andata al settore farmaceutico e delle scienze della vita con 72 operazioni, pari al 15% del totale.

Lo scorso giugno, la fusione Bunge-Viterra è stata la più grande transazione, valutata 17,3 miliardi di dollari. Significativa è stata anche quella di Credit Suisse da parte di UBS per 3,5 miliardi di dollari, lo scorso marzo. Secondo KPMG, si è trattato della prima fusione in assoluto tra due banche di importanza sistemica globale. Roche e Novartis hanno partecipato alle prime cinque operazioni dell'anno nel loro settore.

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