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BORSAIl posto di Credit Suisse nell'SMI? Kühne+Nagel resta in pole position

11.04.23 - 13:10
La società con sede a Schindellegi è in vantaggio su SGS e Straumann
KEYSTONE/GAETAN BALLY / STF (GAETAN BALLY)
Fonte Ats
Il posto di Credit Suisse nell'SMI? Kühne+Nagel resta in pole position
La società con sede a Schindellegi è in vantaggio su SGS e Straumann

ZURIGO - L'acquisizione di Credit Suisse da parte di UBS libererà presto un posto nell'indice principale della borsa svizzera SMI, che raggruppa le venti big della piazza zurighese. Nella corsa alla successione della grande banca, il favorito resta il gigante della logistica Kühne+Nagel.

Secondo l'ultima classifica stilata dall'operatore borsistico SIX - calcolata alla fine di marzo - l'azienda svittese è al 21esimo rango fra i titoli più grandi e più liquidi. Rimane quindi in pole position per entrare nel gotha borsistico elvetico, come per altro subito emerso nei giorni successivi all'annuncio del matrimonio forzato fra i due leader bancari svizzeri. Non è comunque ancora noto quando esattamente le azioni di Credit Suisse saranno tolte dal mercato.

La società con sede a Schindellegi (SZ) mantiene un vantaggio rassicurante su un altro possibile candidato per lo Swiss Market Index (SMI), ovvero il gruppo ginevrino attivo a livello mondiale nel settore della certificazione e dell'ispezione Société Générale de Surveillance (SGS), che già in passato ha fatto parte di tale indice.

Un ulteriore nome venuto a galla lo scorso mese è quello di Straumann, impresa basilese specializzata nella produzione di impianti dentali. Praticamente nulle invece le possibilità di rientrare nello SMI per il produttore di orologi Swatch.

Sarebbe la prima volta dalla sua quotazione che Kühne+Nagel viene promossa nella serie A della borsa. Finora ciò non è avvenuto soprattutto a causa della capitalizzazione, dato che l'imprenditore tedesco Klaus-Michael Kühne possiede più della metà delle azioni.

I titoli inclusi nello SMI sono infatti calcolati in base alla capitalizzazione media e al volume di scambi annuali, con il periodo determinante che va dal primo luglio al 30 giugno. Quest'ultimo criterio non va sottovalutato: decisivo è il cosiddetto flottante, cioè la quota del capitale sociale di un'impresa effettivamente disponibile per la circolazione sul mercato azionario.

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