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Tre economisti suggeriscono «migliorie facilmente attuabili» della strategia attuale della BNS.
SVIZZERA
17.02.2021 - 16:270

Gli economisti che consigliano alla BNS: «Più inflazione»

Alla Banca nazionale svizzera vengono chieste tre «migliorie facilmente attuabili» dell'attuale strategia

ZURIGO - Un gruppo di economisti svizzeri raccomanda alla Banca nazionale svizzera (BNS) di alzare l'obiettivo per il tasso d'inflazione e di prestare maggiore attenzione ai corsi dei cambi.

I tre economisti, che agiscono con il nome "SNB-Observatory", sono il professore dell'Università di Basilea Yvan Lengwiler, il professore emerito ginevrino Charles Wyplosz e il capoeconomista della banca privata EFG nonché ex vicegovernatore della Banca centrale irlandese Stefan Gerlach. Essi hanno presentato oggi al pubblico le proprie raccomandazioni.

In un documento pubblicato sul loro sito chiedono tre «migliorie facilmente attuabili» della strategia attuale della BNS. Come noto essa si base su tre elementi: la definizione di stabilità dei prezzi, la previsione a medio termine dell'inflazione e il tasso direttore. Quest'ultimo è così negativo che l'istituto non ha più margine di manovra per ulteriori tagli.

Secondo i tre economisti la BNS dovrebbe abbandonare la "zona di comfort" dello 0-2% con un obiettivo d'inflazione centrato al 2%. Tale tasso dovrebbe essere raggiunto a medio termine e come media. Sforzi simili sono stati adottati di recente dalla banca centrale americana Federal Reserve.

Inoltre la BNS dovrebbe condurre regolarmente un sondaggio quantitativo sulle attese relative all'inflazione. Dovrebbe pure mettere in chiaro che un tasso d'inflazione inferiore all'obiettivo del 2% sarebbe almeno altrettanto indesiderato quanto un'inflazione superiore e che la deflazione rappresenta un problema serio.

Secondo SNB-Observatory queste misure potrebbero già fornire un certo aiuto, ma - ritengono - potrebbero rendersi necessari anche cambiamenti più profondi, di modo che la banca centrale possa riacquisire il controllo monetario.

Soprattutto il ruolo del corso dei cambi nella prassi della politica monetaria della BNS è diventato poco chiaro, ritengono i tre economisti. Potrebbe quindi imporsi d'inserire il corso dei cambi quale componente importante della strategia dell'istituto. Implicitamente lo fa già da qualche anno, acquistando divise per miliardi di franchi per evitare un apprezzamento eccessivo del franco. A loro detta la BNS dovrebbe definire un obiettivo di corso e i mezzi per raggiungerlo.

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