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STATI UNITIJoe Biden in Medio Oriente, un viaggio non privo di trabocchetti

13.07.22 - 06:00
Si parte con Israele ma è l'Arabia Saudita il punto cruciale della missione, tra diritti umani e 11 settembre
keystone-sda.ch (Chris Kleponis / POOL)
Joe Biden in Medio Oriente, un viaggio non privo di trabocchetti
Si parte con Israele ma è l'Arabia Saudita il punto cruciale della missione, tra diritti umani e 11 settembre

WASHINGTON - Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden parte oggi per il Medio Oriente «per iniziare un nuovo e più promettente capitolo dell'impegno americano» nella regione. Lo ha scritto lui stesso in un editoriale pubblicato nei giorni scorsi sul Washington Post. Una scelta non casuale, quella del quotidiano della capitale: Biden ha assicurato che «le mie opinioni sui diritti umani sono chiare e di lunga data e le libertà fondamentali sono sempre all'ordine del giorno quando viaggio all'estero, come lo saranno durante questo viaggio». 

L'Arabia Saudita e l'11 settembre - Il riferimento è al principe ereditario saudita Mohammed bin Salman, ritenuto il mandante dell'omicidio del giornalista Jamal Khashoggi - che scriveva proprio per il Washington Post. «Non saranno tollerate minacce e molestie extraterritoriali contro dissidenti e attivisti da parte di nessun governo». Sempre parlando di Arabia Saudita, nel suo editoriale Biden afferma che la sua amministrazione ha «invertito la politica degli assegni in bianco che avevamo ereditato». Il tema saudita resta spinoso: un'associazione dei famigliari delle vittime degli attentati dell'11 settembre ha chiesto a Biden di affrontare l'argomento con le autorità saudite. «Apprezziamo l'impegno del presidente per fare tutto il possibile per sostenere le famiglie dell'11 settembre, ma l'empatia non è sufficiente», ha dichiarato la presidente Terry Strada. L'inquilino della Casa Bianca sarà esortato a «fare ciò che i presidenti del passato non hanno fatto, ovvero chiedere trasparenza all'Arabia Saudita e chiedere conto del loro sostegno ad Al Qaida e ai terroristi che hanno ucciso i nostri cari».

Si parte da Israele - Il viaggio di Biden in Medio Oriente avrà luogo dal 13 al 16 luglio. La prima tappa è lo storico alleato degli Stati Uniti nella regione: Israele. «Abbiamo contribuito a porre fine a una guerra a Gaza – che avrebbe potuto facilmente durare mesi – in soli 11 giorni». Le altre rivendicazioni di Biden comprendono il lavoro per mantenere la pace e quanto è stato fatto nei confronti dell'Iran e dello Yemen. «Sarò il primo presidente a visitare il Medio Oriente dall'11 settembre senza che le truppe statunitensi siano impegnate in una missione di combattimento» nella regione. «Il mio obiettivo è mantenere ciò».

Le critiche e l'assicurazione - Un viaggio che è oggetto di forti critiche negli Stati Uniti, fin dal suo annuncio negli scorsi mesi. Biden ha difeso la bontà della missione, sostenendo che «un Medio Oriente più sicuro e integrato avvantaggia gli americani in molti modi. I suoi corsi d'acqua sono essenziali per il commercio globale e le catene di approvvigionamento su cui facciamo affidamento. Le sue risorse energetiche sono vitali per mitigare l'impatto sulle forniture globali della guerra russa in Ucraina. E una regione che si sta unendo attraverso la diplomazia e la cooperazione, piuttosto che disgregarsi a causa del conflitto, ha meno probabilità di dar luogo a un estremismo violento che minaccia la nostra patria o a nuove guerre che potrebbero imporre nuovi oneri alle forze militari statunitensi e alle loro famiglie». Puntellare l'assetto della regione per sostenere l'equilibrio mondiale, conclude Biden. «Perseguirò intensamente la diplomazia, anche attraverso incontri faccia a faccia, per raggiungere i nostri obiettivi».

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