STATI UNITIInterruzioni, confusione e attacchi personali: è andato in scena il primo duello tv tra Trump e Biden

30.09.20 - 06:42
Il candidato democratico ha chiamato il presidente «clown» e «razzista».
keystone-sda.ch / STF (Patrick Semansky)
Interruzioni, confusione e attacchi personali: è andato in scena il primo duello tv tra Trump e Biden
Il candidato democratico ha chiamato il presidente «clown» e «razzista».
La replica: «Ho fatto più io in 47 mesi che tu in 47 anni».

CLEVELAND - È andato in scena nella notte statunitense il primo dibattito televisivo tra gli sfidanti per la poltrona di presidente degli Stati Uniti.

Il duello di Cleveland si è rivelato uno scambio di accuse, insulti e attacchi personali molto caotico e frammentato. Il moderatore Chris Wallace ha faticato molto per tenere a freno i contendenti. Se Trump si è comportato nella maniera che gli è abituale, Biden è stato insolitamente aggressivo nei 90 minuti della trasmissione.

Tasse - Le posizioni tra gli sfidanti non potrebbero essere più lontane: su praticamente ogni argomento entrambi hanno manifestato posizioni opposte e dato sfogo a veementi critiche reciproche. Tra i temi caldi le tasse, dopo lo scoop del New York Times: Biden afferma di aver pagato centinaia di migliaia di dollari lo scorso anno, mentre Trump ha negato di aver sborsato solo 750 dollari nel 2016 e altrettanti nel 2017. «No, ho pagato milioni di dollari in tasse».

Alla ricerca della battuta vincente - Il veleno è corso a fiumi: Trump ha nuovamente accusato il figlio di Biden, Hunter, di aver preso soldi dagli ucraini e «dal sindaco di Mosca». Il candidato dem a un certo punto è sbottato: «È difficile parlare di qualcosa con questo pagliaccio. Scusate, con il presidente». Quest'ultimo, da parte sua, ha rivendicato: «Ho fatto più io in 47 mesi che tu in 47 anni». Entrambi hanno fatto costante ricorso a slogan e battute a effetto per cercare di colpire il rivale. «Sei il peggior presidente della storia» ha ringhiato Biden, mentre Trump ha replicato accusando lo sfidante di essere «un pupazzo in mano alla sinistra radicale».

Coronavirus e insulti - Biden ha rimproverato il presidente sulla risposta al coronavirus degli Usa, dicendogli che sarebbe dovuto essere più intelligente. Trump ha replicato con un attacco personale. «Non usare la parola intelligente con me. Tu non sei intelligente, Joe». Per tutta risposta l'ex vice di Obama ha dato del bugiardo al rivale, che si è vantato di essere stato colui «che ha riportato il football» dopo lo stop per il lockdown e rivendicando il bisogno della popolazione di avere le attività aperte. «Questo tizio vuole richiudere l'intero paese - lo vuole distruggere».

Interruzioni continue - Una costante del dibattito sono state le interruzioni alle risposte di Biden, con Wallace che ha richiamato all'ordine Trump, ma senza grande successo. Tanto che, a un certo punto, l'esponente democratico ha detto: «Chiuderai il becco, amico?».

Opposti radicalismi - Biden ha chiesto a Trump di condannare i gruppi suprematisti bianchi. Non solo non ha avuto soddisfazione, ma Trump ne ha approfittato per imputare i disordini che da molte settimane avvengono in svariate città Usa agli Antifa e ad altri gruppi radicali di sinistra.

Le posizioni - In sostanza entrambi gli sfidanti sono rimasti fermi alle posizioni di questi mesi di campagna elettorale: Trump considera Biden un debole dalla scarsa intelligenza e si ritiene vittima dei "poteri forti" e dei media manipolati dai Democratici, mentre il rivale accusa il presidente di essere un mentitore seriale.

Lo scenario post-voto - Ancora una volta Trump ha dichiarato di essere pronto a bloccare migliaia di voti «manipolati» in caso ci siano «delle frodi con il voto postale», lasciando di nuovo capire che, in caso di sconfitta, non è affatto garantita una transizione pacifica tra l'attuale amministrazione e quella democratica.

I commenti - Il duello Trump-Biden fa discutere i media e gli utenti dei social. Al di là delle rispettive basi di sostenitori, che hanno ripreso a scambiarsi accuse, lo spettacolo andato in scena viene giudicato come uno dei momenti più bassi per la democrazia a stelle e strisce: una rissa da strada tra due persone che aspirano alla carica forse di maggior responsabilità del mondo, nel quale i contenuti sono stati sommersi dagli insulti. «Un dibattito assolutamente orribile» titola la Cnn.

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