Parmelin a Milano: «Ho incontrato i feriti di Crans-Montana. Cominciano a migliorare»

«Se ci sono dei problemi faremo di tutto per risolverli», ha detto il presidente della Confederazione sottolineando che «non siamo qui per fare spettacolo, ma per essere efficaci».
MILANO - «Era mia ferma volontà avere un contatto con le famiglie» coinvolte nella strage di Crans-Montana. Lo ha detto oggi a Casa Svizzera a Milano il presidente della Confederazione, Guy Parmelin, a margine della conferenza stampa sui Giochi Olimpici Invernali, secondo quanto riferiscono le agenzie Ansa e Adnkronos.
«Ho potuto incontrare una paziente che sta per essere dimessa che era stata curata per gravi ustioni tra Zurigo e Aarau prima di essere trasferita. Era molto soddisfatta di vedere la fine e ho parlato con suo marito. Erano presenti anche altre famiglie di casi più gravi, ma che cominciano a migliorare», ha aggiunto Parmelin.
«Ho parlato con i responsabili dell'ospedale Niguarda per vedere se fosse andato tutto bene e mi hanno detto che la cooperazione è stata eccellente e auspicano, in futuro, una rinnovata cooperazione. È naturale e trasmetterò questo messaggio alla mia collega incaricata della salute e ai rappresentanti dei Cantoni».
«Se ci sono dei problemi faremo di tutto per risolverli. È per questo che l'ambasciata e il console sono qui. Non siamo qui per fare spettacolo, ma per essere efficaci», ha poi aggiunto il presidente della Confederazione. «Siamo qui per le famiglie e per mostrargli che ci occuperemo di loro. È ciò che mi sono fissato anche come obiettivo a nome del Consiglio federale, e lavoreremo in questo senso».
Con la premier italiana Giorgia Meloni ieri non c'è stato tempo per incontrarsi, ha proseguito Parmelin, «c'era troppa gente». «L'ho contattata durante la fase più acuta» post Crans-Montana, «dove mi ha offerto aiuto per la fase di identificazione delle persone che per lei era troppo lenta, e ho accettato. Ci siamo sentiti anche dopo e Meloni ha espresso i suoi dubbi e incomprensioni sul fatto che il signor Moretti fosse stato liberato. Le ho spiegato che c'è la separazione dei poteri e che ora è la giustizia che deve fare il suo lavoro. Ho sentito molta emozione nella signora Meloni, cosa che d'altronde posso capire».
«Ho avuto contatti con il presidente Sergio Mattarella, durante il ricevimento del Cio. C'era molta gente, abbiamo scambiato solo qualche parola, poi è venuto ieri per pranzo e ne abbiamo scambiate altre. Mi ha detto che è stato impressionato dal modo in cui il lavoro si è svolto».
«Ora, per essere un pochino più leggeri, le relazioni sono molto buone, forse oggi si sono di nuovo un pochino incrinate, poiché è uno svizzero che ha battuto due italiani nella discesa, ma questo è meno grave di ciò che abbiamo vissuto a Crans Montana - ha concluso Parmelin -. Con l'Italia abbiamo sempre buoni rapporti».



