I morti continuano a salire, i migranti vittime delle tratte spagnole salgono a 4'404

Il Collettivo Caminando Fronteras: «Ammiriamo la passività di Stati e organizzazioni, con la loro necropolitica»
MADRID - Nel tentativo di migrare dal Marocco alla Spagna, nel 2021 sono morte 4'404 persone. Il 94,8% di loro non è ancora stato identificato. Il Collettivo Caminando Fronteras ha pubblicato oggi i dati concernenti l'anno appena trascorso, descrivendolo come il peggiore.
Secondo il Collettivo, che ha raccolto le informazioni rivelate oggi con l'Osservatorio per i diritti alle frontiere, ci sono 83 navi che sono rimaste disperse in mare con tutte le persone che si trovavano a bordo. Stima che i corpi ancora non trovati siano 229. Tra le vittime del flusso migratorio, ci sono 205 bambini. Rispetto al 2020, i decessi sono aumentati del 102,95%.
Il Collettivo ripartisce le strade di accesso alla Spagna in quattro diversi percorsi. Ci sono la Rotta delle Canarie, la Rotta di Alboran, la Rotta dell'Algeria e la Rotta dello Stretto. La prima è la più mortale fra tutte. Su questa ci sono stati 124 naufragi per un totale di 4'016 vittime. La terza, quella algerina, è anch'essa particolarmente pericolosa, con 19 barche affondate e 191 vittime.
È preoccupante, secondo il Collettivo, che questi dati continuano a crescere. Nel 2019 venivano contate 893 vittime e 2'170 nel 2020. E quest'anno, scrive Helena Maleno, coordinatrice di Caminando fronteras, insieme a María González, responsabile del Diritto alla vita, il dato è ancora raddoppiato. «Non possiamo che ammirare a passività di Stati, organizzazioni internazionali e altre istituzioni, con l'asprezza dei loro muri e della loro necropolitica».




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