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COREA DEL NORD

Freddato dalle guardie di confine e lasciato lì

Il corpo del giovane è stato abbandonato sulle rive del fiume Yalu, al confine tra Corea del Nord e Cina
Freddato dalle guardie di confine e lasciato lì
Depositphotos (foto d'archivio)
Il fiume Yalu che costeggia la città di Hyesan.
Freddato dalle guardie di confine e lasciato lì
Il corpo del giovane è stato abbandonato sulle rive del fiume Yalu, al confine tra Corea del Nord e Cina
HYESAN - Ucciso e il suo corpo lasciato sul bordo del fiume per un paio di settimane. Non è il macabro riassunto di un omicidio da romanzo giallo ma quanto accaduto a ridosso del confine nordcoreano in queste settimane. A riportarlo è i...

HYESAN - Ucciso e il suo corpo lasciato sul bordo del fiume per un paio di settimane. Non è il macabro riassunto di un omicidio da romanzo giallo ma quanto accaduto a ridosso del confine nordcoreano in queste settimane. A riportarlo è il portale Daily NK, che cita una propria fonte nella provincia di Ryanggang.

Stando alla testimonianza la vittima è un giovane uomo sulla ventina, ucciso a colpi di arma da fuoco da alcune guardie di confine. Il suo corpo è stato abbandonato in territorio di Hyesan - capitale della provincia - sul bordo del fiume Yalu, il corso d'acqua che disegna naturalmente la frontiera tra la Corea del Nord e la Cina. «Lo hanno semplicemente lasciato sulla riva, esattamente dove è caduto» sotto gli occhi sconcertati di alcuni abitanti della zona.

Il giovane - che faceva parte di un gruppo di lavoro impegnato a costruire abitazioni nella città di Samjiyon - è stato sorpreso nella zona attorno alle 22 da una pattuglia che ha immediatamente aperto il fuoco, stando alla fonte citata. Il suo corpo, come detto, è poi rimasto lì, senza vita al suolo, per almeno due settimane.

Da quanto si apprende, il governo di Pyongyang ha potenziato in modo massiccio il livello di sorveglianza dei suoi confini da dodici mesi a questa parte, istituendo una cosiddetta "zona cuscinetto" nel raggio di un paio di chilometri dal confine effettivo in cui le pattuglie addette alla sorveglianza sono autorizzate a sparare contro ogni essere umano o animale «in maniera incondizionata».

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