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STATI UNITI
25.01.2019 - 06:000

Cortometraggio su un bimbo rapito, torturato e ucciso. «Ritiratelo. Riviviamo quel dolore»

La famiglia del piccolo James Bulger è sconvolta per la candidatura agli Oscar del lavoro del regista Vincent Lambe

LOS ANGELES - Ha creato scalpore la nomination agli Oscar 2019 del cortometraggio intitolato Detainment. Il regista irlandese Vincent Lambe ha riproposto la tragica storia del piccolo James Bulger: rapito, torturato e ucciso a due anni da due bambini di otto anni più grandi. I fatti risalgono al 1993, si svolsero a Liverpool.

I genitori del bambino, Denise Fergus e Ralph Bulger, hanno fatto un appello perché questa candidatura venga ritirata e che la pellicola non venga distribuita. È stato espresso disgusto per il fatto che venga premiato questo lavoro, per il quale non è nemmeno mai stata chiesta l’autorizzazione ai familiari. «Chiediamo che si ritiri. Costringe noi e tutte le persone che hanno voluto bene a nostro figlio di rivivere quegli strazianti momenti. Non merita un riconoscimento, sta solo cercando fama usando il dolore di qualcun altro».


Keystone

Vincent Lambe aveva risposto alla accuse chiedendo scusa per il dolore provocato, spiegando che il suo progetto aveva come unico obiettivo quello di comprendere e analizzare le cause che possono portare due bambini a commettere degli atti così atroci. «Solo così è possibile evitare che fatti simile accadano di nuovo».

La famiglia e gli amici di James Bulger avevano lanciato una petizione per sensibilizzare l’Academy e impedire che venisse fatta la nomination. Sono state raccolte 112.000 firme, «ma è stata ignorata, come è stato ignorato il nostro dolore», ha commentato la promotrice Lisa Young.

Il documentario si basa sulle trascrizioni degli interrogatori svolti dalla polizia durante le indagini. Sono stati scelti tre giovani attori per interpretare James e i suoi giovanissimi aguzzini. Jon Venables e Robert Thompson rapirono il piccolo in un centro commerciale di Merseyside, torturato e ucciso lo lasciarono senza vita su dei binari ferroviari. Il corpo venne trovato dilaniato dal passaggio dei treni dei due giorni più tardi.

I due condannati uscirono di prigione in regime di libertà condizionata nel 2001, con una nuova identità. Nel 2010 e nel 2018 Jon Venables è stato condannato a due anni e poi a tre anni e quattro mesi per possesso di materiale pedopornografico. Si è dichiarato colpevole.


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