Le imprese svizzere in fuga dal Golfo

Cresce la tensione in Iran: aziende svizzere adottano misure straordinarie per la sicurezza dei dipendenti nel Golfo.
TEHERAN - La guerra in Iran sta assumendo sempre più i contorni di un conflitto energetico e coinvolge anche il settore privato. I Guardiani della Rivoluzione hanno infatti minacciato di colpire aziende statunitensi attive nei Paesi del Golfo Persico, invitando il personale a lasciare immediatamente le sedi.
L'esposizione ai rischi - Sebbene non si siano ancora verificati attacchi diretti, la possibilità che infrastrutture civili diventino bersagli segna un’importante escalation. Le attività economiche in Iran sono già fortemente limitate dalle sanzioni internazionali, motivo per cui molte aziende hanno ridotto o cessato la loro presenza nel Paese. Tuttavia, diverse imprese svizzere operano negli Stati limitrofi del Golfo, potenzialmente esposte ai rischi del conflitto.
Monitoraggio e sicurezza dei dipendenti - Interpellate da 20 Minuten, le principali aziende svizzere attive nella regione sottolineano un approccio comune: monitoraggio costante della situazione e priorità assoluta alla sicurezza dei dipendenti. Nestlé, ancora presente in Iran, si limita a ribadire l’attenzione alla sicurezza del personale.
Le decisioni di alcune imprese - Roche ha chiuso temporaneamente le proprie sedi regionali, introducendo il lavoro da remoto e sospendendo tutti i viaggi di lavoro. ABB ha imposto un divieto di viaggio in numerosi Paesi del Medio Oriente, mentre Sulzer ha bloccato gli spostamenti non essenziali e attivato misure preventive. Georg Fischer AG, che non opera in Iran ma è presente negli Emirati e in Oman, ha adottato modelli di lavoro flessibili, istruzioni specifiche per il personale e, in alcuni casi, la chiusura temporanea delle sedi.
Le evacuazioni - Parallelamente, si registra un aumento delle evacuazioni. La società SOS International ha effettuato, nelle ultime due settimane, oltre 1'150 rimpatri, di cui 95 riguardano il personale di aziende svizzere.
Chi è stato coinvolto dalle operazioni - La maggior parte degli evacuati si trovava negli Emirati Arabi Uniti ed è stata trasferita via terra verso l’Oman. Le operazioni hanno coinvolto soprattutto viaggiatori d’affari e tecnici inviati per la manutenzione degli impianti, a conferma del forte coinvolgimento industriale svizzero nella regione.



