È arrivato il momento di cambiare nome ai tumori?

Per il centro oncologico francese Gustave-Roussy sarebbe meglio «classificare i tumori in base alle loro caratteristiche molecolari».
Per il centro oncologico francese Gustave-Roussy sarebbe meglio «classificare i tumori in base alle loro caratteristiche molecolari».
PARIGI - Se ne discute da anni, ma sembra davvero arrivato il momento di cambiare nome ai tumori: dal momento che la loro classificazione è ormai basata su criteri molecolari, non ha più senso etichettarli con il nome degli organi nei quali si manifestano.
È quanto afferma un gruppo di ricercatori guidato dal centro oncologico francese Gustave-Roussy, che ha pubblicato un commento sulla rivista Nature. Classificare i tumori in base alle loro caratteristiche molecolari accelererebbe l'accesso di milioni di persone a trattamenti efficaci e aiuterebbe anche i pazienti a capire meglio la logica alla base dei trattamenti scelti dai loro medici.
Esiste una crescente disconnessione tra la classificazione dei tumori in base all'organo e gli sviluppi più recenti nell'oncologia di precisione, che utilizza invece le caratteristiche molecolari delle cellule tumorali e di quelle immunitarie per guidare le terapie.
Per illustrare il problema, i ricercatori guidati da Fabrice André evidenziano il caso del farmaco nivolumab, che prende di mira il recettore di una proteina che aiuta le cellule tumorali a sfuggire all'attacco del sistema immunitario. Il farmaco è più efficace quando le cellule producono una grande quantità di questa proteina, eppure milioni di persone che corrispondevano al profilo non hanno avuto accesso alla terapia per anni, perché per il loro tipo di tumore, in base alle convenzioni attuali, non erano ancora stati fatti gli studi clinici.




