«Abbiamo una posizione imparziale sulla guerra in Ucraina»

Le parole del ministro degli Esteri cinese Wang Yi in colloquio telefonico con il suo omologo russo Serghei Lavrov.
PECHINO - Sulla crisi ucraina la Cina «manterrà una posizione indipendente e imparziale» con una «voce obiettiva e razionale» per promuovere «attivamente colloqui di pace» alla ricerca di «una soluzione politica in ogni occasione multilaterale internazionale».
Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi, nella conversazione telefonica avuta oggi con l'omologo russo Serghei Lavrov, ha affermato che Pechino e Mosca «sono buoni amici che possono avere fiducia reciproca e fare affidamento l'uno verso l'altro», quando «il compito più importante per entrambe le parti è continuare ad attuare l'importante consenso raggiunto dai due capi di Stato», Xi Jinping e Vladimir Putin, al fine di «promuovere il continuo sviluppo ad alto livello del partenariato strategico globale di coordinamento per una nuova era».
Lavrov, da parte sua, ha affermato che la Russia è molto d'accordo con «il documento di posizione della Cina sulla soluzione politica della crisi ucraina» di 12 punti, presentato a fine febbraio, e «apprezza e accoglie con favore il ruolo costruttivo della Cina in questo senso».
Wang, nel resoconto diffuso in serata dalla diplomazia di Pechino, ha osservato che nelle arene internazionali e multilaterali, i due Paesi dovrebbero continuare a mantenere «uno stretto coordinamento strategico» per promuovere «il processo di multipolarizzazione del mondo, la democratizzazione delle relazioni internazionali e salvaguardare le norme fondamentali delle relazioni internazionali».
Lavrov ha assicurato che la Russia è disposta a lavorare con la Cina per rafforzare il coordinamento strategico, approfondire la cooperazione pratica e promuovere le relazioni bilaterali per ottenere continuamente nuovi risultati con l'obiettivo di «opporsi all'egemonia e resistere all'unilateralismo», nonché di «promuovere il processo di democratizzazione delle relazioni internazionali e salvaguardare l'equità e la giustizia internazionali».



