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L'Adderall scarseggia: panico e caccia alle alternative

STATI UNITIL'Adderall scarseggia: panico e caccia alle alternative

26.10.22 - 06:30
Boom di ricerche su Google su cosa usare per sostituire lo psicofarmaco, sempre più usato in modo improprio
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L'Adderall scarseggia: panico e caccia alle alternative
Boom di ricerche su Google su cosa usare per sostituire lo psicofarmaco, sempre più usato in modo improprio

WASHINGTON D.C. - Gli Stati Uniti fanno i conti con un improvviso taglio delle scorte di Adderall, un farmaco molto noto e diffuso a base di sali di anfetamina, prescritto per trattare la Sindrome da deficit di attenzione e iperattività.

Sul suo sito, infatti, l’ente ha reso noto che Teva Pharmaceuticals, la maggiore casa di produzione, è alle prese con gravi ritardi. In attesa del ripristino del servizio, le famiglie interessate dovranno rivolgersi ai propri medici per valutare soluzioni alternative. Dopo l’annuncio della Food and Drug Administration, su Google si è verificato un singolare boom di ricerche che puntano a capire se e come la caffeina possa sostituire l’Adderall.

Il dato evidenzia purtroppo un problema risaputo, ovvero l’utilizzo illegale e improprio del farmaco adoperato anche da chi non soffre di alcun disturbo ma cerca di migliorare le proprie prestazioni. Oltre a intensificare la concentrazione, infatti, queste pillole irrobustiscono anche memoria e resistenza alla fatica. Ecco perché l’Adderall è molto diffuso tra gli studenti universitari americani. E non solo per studiare. Negli atenei, difatti, negli ultimi anni è aumentata la tendenza a mescolarlo con l’alcol.

I ragazzi assumono l’Adderall per affrontare lunghe maratone alcoliche, dal momento che il medicinale tampona gli effetti collaterali dell’alcol come la sonnolenza. Il campanello di allarme lanciato dal picco di ricerche "caffeina Adderall" conferma quanto del farmaco si abusi in America e quanti danni esso stia facendo tra i giovanissimi a causa anche della potentissima dipendenza.

A peggiorare la situazione ci ha pensato la pandemia. I dati parlano chiaro: solo nell’ultimo anno il consumo di Adderrall è aumentato del 16%. Negli Stati Uniti, d’altra parte, le polemiche sull’uso del farmaco non sono nuove. In tanti puntano il dito contro la frequenza con cui i medici americani prescrivono psicofarmaci a bambini e ragazzi, e in particolare Adderall. Ma non solo.

Le troppe ricette sarebbero anche una conseguenza della telemedicina e delle visite fatte online in pandemia. Secondo alcuni esperti, una parte delle diagnosi potrebbe essere non accurata. A complicare ulteriormente il quadro arriva la crisi della salute mentale degli adolescenti emersa prepotentemente nel corso e immediatamente dopo l’emergenza coronavirus. Secondo dati recenti, infatti, un ragazzino statunitense su 5 soffre di un problema di salute mentale.

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