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Washington non crede al ritiro russo, anzi parla di forza militare in aumento

Un alto funzionario dell'amministrazione Biden afferma che altri 7000 soldati sono stati dislocati lungo il confine
Washington non crede al ritiro russo, anzi parla di forza militare in aumento
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Washington non crede al ritiro russo, anzi parla di forza militare in aumento
Un alto funzionario dell'amministrazione Biden afferma che altri 7000 soldati sono stati dislocati lungo il confine
WASHINGTON - Gli Stati Uniti negano che la Russia stia smobilitando le proprie forze militari dall'area a ridosso con il confine ucraino. «Sappiamo che è falso» ha dichiarato un alto funzionario dell'amministrazione Biden ai media....

WASHINGTON - Gli Stati Uniti negano che la Russia stia smobilitando le proprie forze militari dall'area a ridosso con il confine ucraino. «Sappiamo che è falso» ha dichiarato un alto funzionario dell'amministrazione Biden ai media. Non solo non sarebbe partito nessun soldato dei 150mila presenti, secondo Washington, ma ne sarebbero stati aggiunti altri 7000 nella giornata di mercoledì.

In ogni momento Mosca potrebbe causare un incidente di frontiera come pretesto per invadere l'Ucraina, continua il funzionario. «La Russia continua a dire che vuole perseguire una soluzione diplomatica, le loro azioni indicano il contrario. Ci auguriamo che cambino rotta prima d'iniziare una guerra che porterà morte e distruzione catastrofiche».

Nelle stesse ore il segretario di Stato Antony Blinken aveva dichiarato: «Continuiamo a vedere unità critiche che si spostano verso il confine, non lontano da esso. C'è quello che la Russia dice e poi c'è quello che fa. Non abbiamo visto alcun ritiro delle sue forze».

C'è poi l'esortazione congiunta da parte del presidente Usa Joe Biden e del cancelliere tedesco Olaf Scholz, arrivata al termine di una telefonata tra i due: Mosca deve prendere misure concrete per allontanare le proprie forze dall'area calda, contrariamente da quanto è avvenuto. «La Russia deve compiere passi concreti verso la de-escalation», si legge nella dichiarazione rilasciata da Berlino.

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