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LOMBARDIA

Un Re africano in visita a Milano

È quanto avvenuto ieri con l'arrivo di Re David Tchiffy, presidente dell'Associazione Unione dei Regni d’Africa
Un Re africano in visita a Milano
Re David Tchiffy insieme al piccolo Marco
Un Re africano in visita a Milano
È quanto avvenuto ieri con l'arrivo di Re David Tchiffy, presidente dell'Associazione Unione dei Regni d’Africa
La sua visita a Milano è stata l’occasione per dibattere di importanti problemi legati alla Geopolitica con incontri istituzionali e dibattiti con giornalisti ed imprenditori. Re David Tchiffy é stata accolto con una cerimonia all...

La sua visita a Milano è stata l’occasione per dibattere di importanti problemi legati alla Geopolitica con incontri istituzionali e dibattiti con giornalisti ed imprenditori.

Re David Tchiffy é stata accolto con una cerimonia alla Chiesa Ortodossa di Piazzetta Borromeo dove ad attenderlo vi erano, oltre una folla di curiosi, personaggi importanti della aristocrazia europea.

Ma chi è David Tchiffy? «La prima cosa da sapere su di lui - spiega Giuseppe Mancuso, direttore e titolare della Medi jeunesse di Lugano - è un Principe capo tradizionale africano della Costa d’Avorio, rappresentante di una millenaria dinastia di origine Etiope. Battezzatosi Greco Ortodosso sul Monte Athos, è stato poi ufficialmente incoronato come Cristianissimo Re Davide, Re dei Re, Protettore di tutta l’Africa dalla Chiesa Copta Etiope (evento che si è svolto alla presenza dei rappresentanti della Chiesa Russa Ortodossa e di altre chiese e confessioni cristiane)».

David Tchiffy da anni riunisce nella sua associazione numerosi re, principi, sultani e capi tribali che rappresenta ufficialmente, come osservatore, presso l’Unione Africana ed altre importanti istituzioni internazionali.

A riceverlo ieri vi erano provenienti da Lugano Sua Maestà il Principe Professor Don Roberto Spreti, presidente dell’Unione della Nobiltà Bizantina, accompagnato dalla consorte Principessa Donna Laura, e il Principe Dr. Giuseppe Mancuso della Medi jeunesse di Lugano, accompagnato dalla moglie Emi e dal piccolo Marco al quale simbolicamente Sua Maestà Tchiffy ha ceduto per alcuni istanti lo scettro Reale nella speranza, come da lui divulgato, di un futuro di pace depositato nelle mani e nella capacità dei giovani.

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