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BELLINZONA

Anche HelvEthica sostiene il referendum contro la Fortezza

Il partito si allinea agli altri schieramenti proponenti: «scelta ingiustificata che incide sul legame tra la popolazione e il proprio patrimonio culturale».
Ti-Press / Massimo Piccoli
Anche HelvEthica sostiene il referendum contro la Fortezza
Il partito si allinea agli altri schieramenti proponenti: «scelta ingiustificata che incide sul legame tra la popolazione e il proprio patrimonio culturale».

BELLINZONA - Per preservare la triplice natura dei castelli di Bellinzona al Noce, Avanti con Ticino & Lavoro e al Partito comunista, si aggiunge anche HelvEthica Ticino.

A comunicarlo, via nota, è lo stesso partito che «denuncia con fermezza la sostituzione della denominazione “castelli di Bellinzona” con “fortezza di Bellinzona”, ritenendola una scelta ingiustificata che altera un riferimento storico e identitario profondamente radicato. Non si tratta di una semplice modifica terminologica, ma di un cambiamento che incide sul legame tra la popolazione e il proprio patrimonio culturale».

L'invito è quindi ad aderire al referendum, la cui raccolta firme è attiva fino agli inizi di maggio.

Secondo HelvEthica «un bene di tale importanza patrimoniale dev’essere gestito dal Comune, come lo è ora, affinché la popolazione abbia il diritto di parola in merito. Non può pertanto essere dato in gestione a un’associazione privata, che ne decide il funzionamento e anche un prezzo d’ingresso. Da sempre i castelli sono fruibili liberamente alla popolazione e ai visitatori: essi sono patrimonio dei cittadini prima che dell’UNESCO».

Da cui la conclusione per la quale «è dunque essenziale che su una decisione di questa portata si esprima direttamente la cittadinanza».


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