Caso Hospita, «decisioni non convincenti». L'Mps "chiama" il governo

Un'interpellanza sollecita il Consiglio di Stato sull'idoneità dell'avvocato Piffareti-Lanz, tra gli esperti nominati dalla CPI: «C'è un possibile conflitto di interessi»
BELLINZONA - C'è ancora tempo per correggere la rotta. È questa, in estrema sintesi, l'intenzione racchiusa nell'interpellanza presentata oggi dal Movimento per il socialismo (MPS) su quelle che vengono definite le «non convincenti» prime decisioni della CPI sul caso Hospita. Leggasi, la scelta di includere nel "corpus" di periti anche l'avvocato e già procuratrice pubblica Francesca Piffaretti-Lanz.
La scelta - con quelle del costituzionalista Giovanni Baggini e del penalista Daniel Ponti - è stata comunicata ufficialmente ieri per voce della stessa commissione, sollevando da subito alcuni mormorii. Il motivo, riassunto anche nell'atto parlamentare, è il percorso professionale in quota Lega dell'ex procuratrice pubblica. E, in particolare, la sua elezione nel 2023 nella «cosiddetta “Commissione di esperti per l’elezione dei Magistrati”, organismo responsabile dell’esame e del preavviso delle nuove candidature in seno alla Magistratura». Lo stesso organo che avrebbe dato il via libera all'idoneità della nomina a Procuratore pubblico di Alvaro Camponovo, ovvero uno dei movimenti nel quadro della presunta «combine» nell'ambito del caso Hospita.
Per Matteo Pronzini e Giuseppe Sergi, «si pongono evidenti questioni di opportunità» e di un «possibile conflitto di interessi», tali da poter compromettere «la percezione di imparzialità dei lavori della CPI». Da qui, la richiesta al Consiglio di Stato di esprimersi sull'eventuale incompatibilità di Piffaretti-Lanz «con la sua funzione di vicepresidente del Consiglio dell’Autorità di vigilanza sull’esercizio delle professioni di fiduciario» e sul «suo ruolo nella Commissione di esperti per l’elezione dei Magistrati» e sull'opportunità - «pur nel rispetto della separazione dei poteri» - di «intervenire affinché tale situazione venga riesaminata» per decidere se sostituire la perita, a garanzia della « piena credibilità» della Commissione parlamentare d'inchiesta.



