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20.02.2019 - 20:110
Aggiornamento : 21.02.2019 - 08:09

Niente da fare per l'iniziativa "Giù le mani dalle Officine"

Per la maggioranza del Parlamento si tratta di un atto «superato dagli eventi», considerato il progetto del nuovo stabilimento a Castione per il quale è già stato votato un credito di 100 milioni

BELLINZONA - Niente da fare per l'iniziativa "Giù le mani dalle Officine". Il Gran Consiglio ha bocciato l'iniziativa popolare. In favore del sì hanno votato 16 deputati, contro 42 no (e 7 astenuti). 

Il Parlamento ha infatti già approvato (il 22 gennaio) il credito di 100 milioni per la realizzazione del nuovo stabilimento delle Officine FFS a Castione, al quale si sommano 20 milioni dalla Città di Bellinzona. Ma oggi, in Gran Consiglio, è approdata l’iniziativa popolare “Giù le mani”, di ben 11 anni fa, votata da 15’000 ticinesi dopo lo sciopero degli operai delle Officine.

Tutti concordi, comunque, sul fatto che l'iniziativa abbia permesso di accendere i riflettori sulle Officine quando il 7 marzo 2008 era stata resa pubblica la volontà delle FFS di privatizzare la manutenzione dei carri e portare a Yverdon la manutenzione delle locomotive. «La forza dei cittadini che l'hanno votata ha rafforzato l'agire delle autorità - ha detto il consigliere di Stato Christian Vitta -. Ma la sua concretizzazione comporterebbe dei rischi per il Ticino». Per Pronzini, però, «affermare che se viene votata l’iniziativa le Officine potrebbero dover abbandonare il Ticino è terrorismo».

Confusione in aula - Il voto in Gran Consiglio è stato caratterizzato da un po' di confusione, in quanto trattandosi di un'iniziativa non si è proceduto al consueto voto del rapporto di maggioranza o di minoranza. Dopo il voto, quindi, sono state messe a verbale alcune precisazioni (in primis di Pronzini) sulle intenzioni dei deputati.

Gli interventi - Per Pronzini avrebbero dovuto appoggiare l’iniziativa «tutti coloro che non vogliono essere complici di un progetto di smantellamento e che pensano che ferrovie, poste e ospedali debbano pensare all’interesse pubblico, tutti coloro che vogliono dire basta all’arroganza delle FFS e non vogliono svendere dei posti di lavoro».

Relatore di maggioranza, Fabio Badasci ha spiegato che «questa iniziativa andava votata subito, nel 2008, e non adesso». Secondo il deputato leghista «gli iniziativisti sono completamente fuori dalla realtà e vogliono garanzie che purtroppo nessuno gli può dare». Ma portare al voto popoare l’iniziativa «comporterebbe un rischio troppo alto e potrebbero far svanire gli sforzi portati avanti per tenere le Officine in Ticino». Gli ha fatto eco Alex Farinelli: «L’iniziativa ha portato a un risultato. Ma credere oggi che i ticinesi con un voto obblighino le FFS a collaborare alle nostre regole è un’illusione e vendere qualcosa che non possiamo mantenere».

Quale relatore di minoranza (e rappresentante del PS), Henrik Bang ha invece presentato il controprogetto che prevede di «rilevare tra le attuali attività delle Officine di Bellinzona che non verranno trasferite quelle che presentano prospettive di mercato».

La richiesta al Governo - Il PPD, per bocca di Gabriele De Rosa, si è invece rivolto al Governo chiedendo di valutare la possibilità di partecipare attivamente nel nuovo stabilimento industriale con una partecipazione mista insieme alle FFS come primo attore, Cantone e Comuni. «Questo permetterebbe di portare avanti un progetto più solido e dissipare quei dubbi sulla reale volontà delle FSS di creare l’officina più moderna d’Europa e che Castione non diventi un deposito dei Tilo che le FFS non sanno più dove mettere».

Ticinesi al voto - Gli iniziativisti, comunque, non ritireranno il testo e la palla passa in mano ai ticinesi. Il voto dovrebbe essere fissato per il 19 maggio.

Commenti
 
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vulpus 1 anno fa su tio
Ebbene si va a votare. La politica ticinese ha fatto nuovamente flop, andando a cacciarsi in buco senza uscita.E se i ticinesi accettassero questa iniziativa come arriverebbe poi la politica a metterla in pratica? Ma intelligentemente non valeva la pena che cantone e città avessero portato in avanti una trattativa responsabile, decidendo di anticipo dove insediare le officine cosa avrebbero dovuto contenere? Hanno giocato unicamente per il tornaconto della città di Bellinzona fregandosene delle richieste e aspirazioni. E ora il piatto è servito. Bravi.
bimbogimbo 1 anno fa su tio
meno male...
albertolupo 1 anno fa su tio
“Fabio Badasci ha spiegato che «questa iniziativa andava votata subito, nel 2008, e non adesso.” Eh già... e perché non è stato fatto?
occhiodiairolo 1 anno fa su tio
Pronzini mat da ripiena... Non vale 1.- ogni vocale nel suo cognome...
Fran 1 anno fa su tio
@occhiodiairolo Eh?? Spiegarsi con parole comprensibili, magari no eh :-)))))))))))))
Pepperos 1 anno fa su tio
È uno smantellamento.
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