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«Con i droni sopra le nostre teste»: la missione ticinese dove le bombe cadono davvero

«La città dove eravamo è stata pesantemente attaccata»: il resoconto dell'operazione umanitaria partita da Biasca, per portare assistenza e aiuto nelle zone di guerra.
«Con i droni sopra le nostre teste»: la missione ticinese dove le bombe cadono davvero
Hunpa
«Con i droni sopra le nostre teste»: la missione ticinese dove le bombe cadono davvero
«La città dove eravamo è stata pesantemente attaccata»: il resoconto dell'operazione umanitaria partita da Biasca, per portare assistenza e aiuto nelle zone di guerra.
In soccorso di un lattante gravemente malato: «È stata un’esperienza molto toccante»

BIASCA/PROTOPOPIVKA (OBLAST DI KHARKIV) - Gli occhi ticinesi aperti sulla guerra in Ucraina sono quelli di sei volontari dell’associazione sopracenerina HUNPA che, con un'auto e un'ambulanza, da Biasca hanno raggiunto gli oblast ucraini di Kharkiv e di Mykolayiv. Un lungo viaggio - dal 9 al 17 maggio - tra bombardamenti, case e ospedali danneggiati, per consegnare medicine e donare assistenza nei luoghi più remoti e toccati dal conflitto.

«Segni di distruzione e tanta ricostruzione»: Gianluca Ugolini, paramedico e capomissione in Ucraina, ci parla così di quanto ha visto durante questa esperienza «toccante». «È un impressionante segno di resilienza - continua il presidente di HUNPA - la determinazione con cui gli ucraini ripuliscono e ricostruiscono dopo ogni attacco, così come la dignità che mostrano nel modo in cui si prendono cura dei posti, come se la guerra fosse un temporale di passaggio».

Ma c'è una triste considerazione da fare.
«Sì, la quasi totalità dei segni dei colpi che vediamo ogni volta sono contro obiettivi civili: strutture ospedaliere, scuole, ambulanze e veicoli degli aiuti umanitari. Un convoglio di mezzi delle Nazioni Unite con cui abbiamo occasionalmente percorso un tratto di viaggio verso sud, è stato successivamente colpito, fortunatamente senza conseguenze per le persone».

Presidente, avete avuto paura?
«Ognuno di noi ha il suo vissuto, la sua sensibilità e la sua soglia di sopportazione. Certo i momenti di tensione non sono mancati, in particolare in occasione dei lunghi, massicci e violenti attacchi nella notte tra il 13 e il 14 maggio. La città dove eravamo è stata pesantemente attaccata e uno degli ultimi droni Shahed, con un’apertura alare di 2,5 metri, verso l’alba ha colpito proprio nella nostra zona, passando sopra le nostre teste».

In missione eravate in sei: tre donne e tre uomini.
«I membri di questa sesta missione sono tutti volontari che usano le proprie vacanze per svolgere le missioni. Si tratta di due paramedici, un'infermiera, una giovane psicologa, un operatore umanitario e un autista. In HUNPA cerchiamo di valorizzare tutte le competenze, perché in ogni missione e nella sua preparazione, c'è bisogno di un po’ di tutto, ma soprattutto buona volontà e un grande cuore».

Avete donato beni di assistenza destinati a un lattante ricoverato in un ospedale pediatrico nella regione di Mykolayiv. Come è andata?
«
È stata un’esperienza molto toccante. Abbiamo ricevuto questa richiesta di assistenza urgente da un'associazione partner, l’ucraina Poruch della sezione di Mykolayiv. Siamo arrivati che il bambino era stato dimesso il giorno prima; è affetto da una grave malattia e anche se il sistema sanitario ucraino è molto performante e qualificato, i costi dei farmaci e dei prodotti di cura ricadono sulle famiglie, che spesso sono in difficoltà anche a causa della guerra. Il sistema sanitario è mediamente ben fornito, salvo presentare difficoltà acute quando le strutture vengono colpite e occorre ricostruire interi reparti».

Avevate un’auto e un’ambulanza attrezzata per le urgenze. Che interventi avete fatto?
«I servizi di soccorso ucraini sono ben funzionanti e finora non ci è mai stato richiesto di prestare assistenza urgente. I nostri veicoli sono utilizzati per muoverci nei territori e raggiungere le comunità più isolate e toccate dalla guerra. In quei posti portiamo la paramedicina di comunità, una forma di assistenza che abbatte le barriere all’accesso alle cure primarie. Normalmente durante le nostre missioni assistiamo circa 100 persone per giro».

Anche questa volta?

«A causa dello sdoppiamento della missione su due obiettivi diversi e per ragioni organizzative locali abbiamo assistito meno pazienti, circa la metà del solito. Complessivamente a oggi abbiamo raggiunto circa 500 persone. Inoltre, fra le nostre attività c’è quella dell’istruzione alle manovre di primo soccorso, arresto delle emorragie in particolare; abbiamo formato circa 80 persone, tra volontari locali e ragazzi delle scuole superiori».

Che tipo di materiale sanitario avete donato?
«Principalmente farmaci; fra questi, in particolare, quelli per la gestione dell’ipertensione e del diabete, per dolori acuti e cronici, per i disturbi d’ansia e del sonno. A questi si aggiungono dispositivi sanitari e ortopedici e materiale per strutture di cura».

Voi siete dei volontari che a volte si autofinanziano, quali difficoltà avete nel raccogliere fondi e materiale?
«La raccolta di fondi e beni è sempre più difficile, a causa di diversi fattori: la quantità di organizzazioni che richiedono aiuti, una certa decrescita delle disponibilità delle persone, il calo di interesse su questa guerra e, purtroppo, una triste politicizzazione del conflitto, che impatta anche sulla disponibilità all’aiuto. Inoltre, superata la prima fase di vera emergenza, ora servono aiuti di qualità e non generi di recupero come ad esempio indumenti usati, unico bene di cui di solito si ha maggiore disponibilità».

Quale e a quando la prossima missione?
«In calendario abbiamo la prossima missione in Ucraina a fine estate-inizio autunno. A giugno ci sarà una missione esplorativa in Egitto per valutare la fattibilità di interventi anche in quel contesto, a favore di rifugiati palestinesi; vedremo».

Chi sono gli operatori dell'aiuto
Gli operatori Hunpa sono un gruppo di paramedici e volontari uniti per portare assistenza nelle zone di crisi, come guerre e disastri naturali. Per saperne di più
vai sul loro sito.

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