Il Municipio di Zurigo ospite a Locarno

L'incontro si è svolto il 14 maggio a Palazzo Marcacci.
L'incontro si è svolto il 14 maggio a Palazzo Marcacci.
LOCARNO - Non capita tutti i giorni di accogliere il Municipio di Zurigo a Palazzo Marcacci. Un avvenimento che si è verificato giovedì 14 maggio, quando l’Esecutivo di Locarno ha ricevuto nella propria sede, affacciata sulla rinomata Piazza Grande, i colleghi zurighesi. Una compagine, quella proveniente dalla Limmat, in via di trasformazione a seguito delle elezioni dello scorso 8 marzo e del successivo ballottaggio per la carica di sindaco del 10 maggio. La trasferta sulle rive del Verbano, dunque, è servita da un lato per salutare il Municipio in carica ancora per pochi giorni, e dall’altro per cercare sin da subito l’affiatamento tra e con i nuovi entrati. Una voglia di costruire legami forti che è stata parallelamente l’occasione per rinsaldare quelli con le autorità della Città di Locarno, a ormai quasi cinque secoli dall’esilio dei riformati locarnesi a Zurigo a metà Cinquecento.
Per la delegazione zurighese erano presenti: la sindaca uscente Corine Mauch; il nuovo sindaco (eletto il 10 maggio al ballottaggio) Raphael Golta; i municipali Daniel Leupi, Karin Rykart, Andreas Hauri, Simone Brander e Michel Baumer rieletti l’8 marzo; i nuovi municipali, eletti sempre l’8 marzo, Céline Widmer, Balthasar Glättli e Tobias Langenegger; i municipali che terminano il mandato André Odermatt e Filippo Leutenegger.
Ad accoglierli il Municipio di Locarno con alla testa il sindaco Nicola Pini e il vicesindaco Claudio Franscella, assieme alle municipali Nancy Lunghi, Elena Zaccheo e ai municipali Bruno Buzzini, Marco Pellegrini e Mauro Silacci.
Il sindaco Nicola Pini ha accolto i colleghi di Zurigo, ricordando il barone Marcacci, che donò alla Città il palazzo oggi sede del Municipio e fu tra i promotori del riconoscimento dell’italiano quale lingua nazionale. Ha poi offerto una cartolina del suo Comune e della regione, concentrandosi dapprima sul profilo turistico e ricordando come Locarno sia stata indicata nel 2024 dai lettori di Travelbook quale più bella piccola città della Svizzera. Locarno unisce paesaggio, cultura ed eventi di richiamo, con circa cento manifestazioni all’anno nella sola Piazza Grande. Proprio il salotto cittadino sarà al centro di un importante progetto di riqualifica degli spazi urbani, sostenuto da un investimento di circa 20 milioni di franchi. Ha quindi sottolineato il ruolo di Locarno quale polo del cinema e dell’audiovisivo, grazie al Festival, al PalaCinema, alla collaborazione con Cantone e Università per sviluppare una facoltà dedicata al settore, alla candidatura svizzera alla rete UNESCO delle Città creative 2026 e al lavoro svolto anche con lo Zurich Centre for Creative Economies(ZCCE), attivo nell’ambito delle economie creative. Ampio spazio è stato infine dedicato alla Locarno Città della Pace, al Patto del 1925 e allo “spirito di Locarno”, fondato su dialogo, apertura, dignità umana. Sempre facendo prevalere il diritto internazionale e condannando la coercizione o le guerre.
In questo quadro il sindaco ha evocato anche l’esilio a Zurigo della comunità riformata locarnese nel 1555: “Forse un’opportunità per la città della Svizzera tedesca, ma sicuramente una grande perdita per Locarno”. Alcuni storici – va infatti ricordato – vedono addirittura questo esilio come la causa delle difficoltà secolari della città del Verbano. Una ferita, che si può però leggere come una lezione per Locarno. Tanto dura, quanto ricca di insegnamenti, da aver nei secoli gettato le basi per quanto accadde poi nel 1925 con il Patto di Locarno. Una lezione che ci ha dunque insegnato che non è mai giusto combattere l’uno contro l'altro, che il dialogo deve sempre primeggiare al posto dell’esclusione, che la pluralità di opinioni e la libertà religiosa non devono mai lasciare spazio all’odio, e che la diversità rappresenta un’opportunità. Una ferita storica, insomma, che oggi può essere riletta come monito sull’importanza del confronto, della libertà religiosa e della pluralità, rendendo ancora più significativo il rafforzamento dei legami tra le due città.
La visita del Municipio di Zurigo, come detto, rappresenta un’occasione di quelle che non capitano tutti i giorni. Si è dunque approfittato della presenza delle autorità zurighesi, per arricchire con la firma della sindaca Corine Mauch, del Sindaco designato Raphael Golta e di tutto il Municipio di Zurigo il Libro d’oro della Città, che ha raccolto negli anni nomi e pensieri di oltre cento personalità illustri di tutto il mondo: dai reali di Svezia fino a presidenti della Confederazione, passando per diversi esponenti del Corpo diplomatico, imprenditori, autorità religiose o culturali, politici di livello cantonale, nazionale, internazionale e molti altri ancora.
A coronare la proficua occasione d’incontro e di scambio, infine, un momento conviviale organizzato per pranzo a Casorella.








