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LUGANO
19.12.2019 - 17:580
Aggiornamento : 21:51

Omicidio di Viganello: l'austriaco collabora

Nuovi dettagli sull'omicidio avvenuto martedì sera alla pensione La Santa. Conclusi gli interrogatori agli arrestati

LUGANO - Interrogatorio-fiume oggi per il 34enne arrestato martedì sera in relazione all'omicidio di Viganello. Dalla Procura le informazioni escono con il contagocce, ma quel che è certo è che il principale indagato, un cittadino austriaco residente nel Luganese, sta collaborando con gli inquirenti per ricostruire l'accaduto. L'altro arrestato, un 45enne del Mendrisiotto, si è invece dichiarato estraneo ai fatti. 

Sul contenuto degli interrogatori - proseguiti tutto il giorno e conclusi nel pomeriggio - vige il massimo riserbo. L'avvocato Letizia Vezzoni, difensore del 34enne, si limita a confermare che il suo assistito «sta chiarendo la sua posizione e non si è avvalso della facoltà di non rispondere». 

Nei prossimi giorni toccherà ai vari testimoni: il personale della pensione La Santa e i clienti che, martedì sera, hanno assistito al litigio. Un diverbio «molto violento» - hanno raccontato - trascinatosi dal bar della pensione alle camere degli ospiti. Dove si è consumata la tragedia. 

Cosa sia successo esattamente là dentro, nella stanza al secondo piano, è ancora da chiarire. Così come il movente del litigio. Sia la vittima che i due arrestati facevano uso - pare - di stupefacenti. Cocaina ed eroina scorrerebbero «a fiumi» nella pensione, hanno raccontato alcuni ospiti a Tio.ch/20minuti.

Intanto si delinea meglio il profilo delle persone coinvolte. Tutti e tre sarebbero stati collocati alla pensione dall'assistenza. La vittima era una persona nota nel Luganese: i conoscenti lo descrivono come «una persona bravissima e gentile con tutti» ma con diversi problemi. «Negli ultimi anni era finito nel tunnel della droga, non era più lo stesso». 

Altro elemento, questo, che lo accomunerebbe al 34enne austriaco. Residente da diversi anni in Ticino - dove ha anche completato un apprendistato - il presunto assassino non era nuovo ad atti violenti. Solo due settimane prima era venuto alle mani con la vittima. «Erano entrambi due teste calde» racconta chi li conosce. Prima dell'ultima lite, però, sembra si fossero riconciliati: a giudicare da una foto pubblicata sui social. Anche su questo, nelle prossime ore, la Procura cercherà di fare luce.

 

 

 

 

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