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LUGANO
18.12.2019 - 10:000
Aggiornamento : 13:47

Parla la gerente della pensione: «L’alternativa a noi è la strada»

Ancora ignoti i motivi del pestaggio letale. E intanto un testimone racconta: «Ieri sera ho sentito dare tanti cazzotti, ma nessun urlo»

LUGANO - «Non posso dirle nulla di quello che è successo ieri sera». È in questo modo che la gerente de La Santa di Viganello risponde alle domande in merito al grave fatto di sangue avvenuto ieri, attorno alle 19, nella pensione. Un 35enne è stato trovato morto all’interno di una camera. 

Alle 8.30 il bar è ancora chiuso. Arriva la cameriera del mattino, che dovrebbe anche pulire le camere. Dice di essere stata avvisata ieri sera che qualcuno “era messo molto male”, ma “non pensava ci fosse scappato il morto”.  La porta principale della pensione è aperta, ma all’esterno c’è un’auto della polizia.

La gerente non è sul posto, ma è raggiungibile telefonicamente. «Quello che è successo è davvero triste. Noi non abbiamo nulla da cui difenderci. Non so cosa sia successo in quella camera. Qui ospitiamo anche persone con delle problematiche. Gli episodi di violenza accadono e noi cerchiamo di contenerli. In ogni piano c’è la videocamera di sorveglianza». Quelle immagini potrebbero aiutare gli inquirenti a capire cosa è accaduto esattamente ieri sera.

La gerente parla di «un’umile pensione», che si trova in una zona in cui sono presenti anche il centro Ingrado, specializzato nei problemi di dipendenza, e il servizio psico-sociale. «È normale che ci siano anche casi problematici. A noi interessa che mantengano un comportamento consono per la pensione. Se ci sono problemi abbiamo sempre fatto intervenire le autorità. Noi collaboriamo anche con l’assistenza. Gli ospiti stanno da noi per un periodo di transizione dove vengono alloggiati in cerca di altre soluzioni».

La signora non ci sta a leggere le accuse di alcuni utenti sul web, che parlano di “mala gestione” e la incolpano di quanto accaduto. «È molto triste vedere che i fatti vengono storpiati. Anche se capisco che per i vicini non sempre è stato piacevole convivere con situazioni simili. Purtroppo qui lavoriamo in una zona grigia. L’alternativa alla nostra pensione è la strada».

Intanto, una persona è morta all’interno di una camera. Ed è accaduto a meno di un mese dalla chiusura della pensione. «Il 15 gennaio chiuderà perché lo stabile verrà demolito. Noi non abbiamo intenzione di proseguire in questo ramo - conclude la gerente -. Dovevamo chiudere il 31 dicembre ma abbiamo rimandato per le festività. Gli ospiti lo sanno. Sanno che è una pensione e non è una casa».

La polizia ha riferito di avere fermato alcune persone e ad ora non è escluso l’intervento di terzi. Nel frattempo un ragazzo, che sta uscendo dalla pensione, dice che ieri sera si trovava al piano di sotto rispetto alla camera in cui è morto il 35enne del Bellinzonese. «Ho sentito dare tanti cazzotti, ma nessuno che urlava. Non sono uscito, perché non sono una novità queste cose qui e io mi faccio gli affari miei». Il ragazzo alloggia qui di rado. Si è accorto di tutto solo quando ha visto tanta polizia. Stava uscendo per aspettare un amico, gli è stato detto di tornare in camera. «Non ho visto niente, nemmeno la vittima, perché non si poteva salire al piano di sopra. Ma ho sentito dare tante tante tante botte».

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