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LUGANO
18.12.2019 - 16:230
Aggiornamento : 19:03

La testimonianza: «Qui dentro è un manicomio»

Nella pensione La Santa, luogo del delitto di Viganello. Tra ospiti in Ai, pazienti psichiatrici e droga «a volontà». Il racconto di chi ci vive

LUGANO - La droga? «Ce n'è quanta volete. Non è un mistero per nessuno». Cocaina, eroina. Ne circola «a volontà» nella pensione La Santa di Viganello. E anche nel delitto consumatosi ieri sera - un 35enne ucciso, due uomini arrestati - la droga potrebbe aver avuto un ruolo.

Parcheggio di problemi - La polizia non si sbottona al riguardo. Ma gli ospiti della struttura sì. Persone in Ai, tossicodipendenti seguiti dalla vicina Ingrado, anche alcuni pazienti psichiatrici. La pensione di Viganello è diventata negli anni un "parcheggio" per ogni tipo di problema, racconta chi ci vive. Una polveriera, «un manicomio». 

La testimonianza - «La maggior parte degli ospiti qui sono tossicodipendenti» racconta un 32enne che vi alloggia da diversi mesi, collocatovi dall'Ai. «Da quando sono qui ne ho viste di tutti i colori. Spaccio, schiamazzi notturni, gente che si picchia. L'impressione è di essere stati abbandonati a noi stessi».

Eroina «a porte aperte» - L'ultima lite, ieri sera, sarebbe «solo l'ennesima». Le persone coinvolte erano già venute alle mani due settimane fa, per motivi presumibilmente legati alla droga. «Qui la cocaina circola a volontà, ma anche l'eroina» racconta il 32enne. «Alcuni la consumavano anche a porte aperte». 

«Non siamo una clinica» - Che la situazione sia esplosiva, non lo nega nemmeno la gerente della pensione. «Ne siamo al corrente, e ne sono al corrente gli assistenti sociali, i curatori» conferma la donna contattata da tio/20minuti. «Quando ci sono stati dei problemi, lo abbiamo sempre fatto presente e lo ripetiamo a tutti. Non siamo una struttura riabilitativa».

Dall'Osc a Viganello - Eppure alla pensione La Santa alloggiano anche persone con problemi psichici. Collocatevi direttamente dal Cantone. Come un 35enne da poco dimesso dall'Ospedale psichiatrico di Mendrisio per problemi di alcolismo e depressione.  «Non ho certo scelto io di venire qui» racconta l'uomo. «Mi hanno dimesso e mi hanno mandato qui. È letteralmente uno schifo».

 

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