Foto Fvr/Franjo
QUARTINO
12.06.2015 - 15:410
Aggiornamento : 10.01.2018 - 10:20

Tetto in eternit. "Non sappiamo ancora se c'è amianto"

Parlano i tecnici della Sezione della protezione dell'aria. I pompieri del Gambarogno: "Abbiamo avuto paura"

QUARTINO - Dopo l'incendio di una stalla, ieri a Quartino, si sta diffondendo la paura per la possibile cancerogenicità dell'eternit nel tetto dell'edificio bruciato. Timore che, ovviamente, in parte ha provato anche chi era sul posto per spegnere il rogo. "Ovviamente un po' di paura l'abbiamo avuta, ma come in tutti gli interventi di un certo rischio - ci spiega al telefono Omar Arzuffi, dei pompieri del Gambarogno -. Abbiamo però messo in atto tutte le procedure di sicurezza da adottare in questi casi, e la polizia si è preoccupata di rendere attenti gli abitanti degli edifici vicini facendo chiudere loro le finestre e provvedendo all'evacuazione delle case dove era necessario".

Polizia che, oggi, è sul posto con gli esperti della scientifica per cercare di ricostruire la dinamica dell'accaduto.  Sul posto era già presente anche la Sezione protezione aria, acqua e suolo (SPAAS): "Hanno prelevato dei campioni che stanno analizzando. A noi hanno consigliato solo di lavare i vestiti a intervento terminato".

Sezione della protezione dell'aria dell'acqua e del suolo - A intervenire ieri come detto anche i tecnici della Sezione della protezione dell'aria dell'acqua e del suolo che precisano: “Sul tetto c’era eternit, ma non sappiamo ancora se si tratti del vecchio o del nuovo tipo, per cui non è detto che ci sia amianto. Sappiamo che la costruzione della stalla risale al 1989, quindi potrebbe trattarsi di eternit di nuovo tipo, poiché proprio in quegli anni iniziò la sostituzione e l’eliminazione di quello con l’amianto".

Intanto ieri sono stati fatti dei prelievi di eternit per le analisi di laboratorio, i cui risultati probabilmente arriveranno lunedì. “Indipendentemente dall’eternit,  - ci spiegano dalla Spaas - come accade sempre nei casi di incendio come quello di ieri, nella fase acuta le persone sono state fatte uscire dalle proprie abitazioni, per evitare che potessero respirare i fumi pieni di sostanze nocive. Quindi abbiamo messo in atto una serie di provvedimenti tecnici. Per evitare che le ceneri vengano diffuse nel vento, sarà necessario bagnarle continuamente come pure il materiale combusto. Inoltre abbiamo predisposto attività per convogliare e raccogliere le acque inquinate in caso di pioggia, e evitare che le sostanze depositatesi nel prato circostante penetrino nel terreno”.

Ma cosa dire ai residenti che vivono vicino alla stalla distrutta dalle fiamme. “Sicuramente non c’è da preoccuparsi, anche perché, da quello che mi risulta la polizia ieri ha delimitato la zona di sicurezza, e nessuno ha avuto un’esposizione diretta ai fumi. In questo momento e nei prossimi giorni, si tratterà solo di gestire i rifiuti in maniera attenta

Foto Fvr/Franjo
Ingrandisci l'immagine

YouTube

Facebook

Instagram

Linkedin

Twitter

TikTok


Copyright © 1997-2021 TicinOnline SA - Tutti i diritti riservati
IMPRESSUM - DISCLAIMER - SEGNALACI - COMPANY PAGES
Disposizioni sulla protezione dei dati  -   Cookie e pubblicità online  -   Diritto all'oblio


Ultimo aggiornamento: 2021-04-16 05:27:51 | 91.208.130.85