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«Arrivano da noi che sono già in AI. Quindi si annoiano, vanno in piazza e si drogano»

A Villa Argentina il 44% dei pazienti è in invalidità parziale o totale. E il trend è in continuo aumento. Il direttore Mirko Steiner parla di un sistema «disincentivante» che incoraggia la «nullafacenza».
Tipress
Mirko Steiner, direttore di Villa Argentina
«Arrivano da noi che sono già in AI. Quindi si annoiano, vanno in piazza e si drogano»
A Villa Argentina il 44% dei pazienti è in invalidità parziale o totale. E il trend è in continuo aumento. Il direttore Mirko Steiner parla di un sistema «disincentivante» che incoraggia la «nullafacenza».

LUGANO - Nel 2024 erano il 33%. Nel 2025 il 40%. E nel corso di quest’anno sono arrivati al 44% del totale. Sono i pazienti che all’interno del centro terapeutico Villa Argentina di Collina d’Oro beneficiano dell’assicurazione invalidità (AI), con rendite parziali o persino totali. 

E oggi, durante l’annuale conferenza stampa, il direttore Mirko Steiner ha suonato un campanello d'allarme. 

«Vogliono l'AI e non hanno stimoli»
«Questo trend ci preoccupa molto. Notiamo che c’è facilità nell’ottenere aiuti sociali e noi ci troviamo in enorme difficoltà nel reinserire questi pazienti nella società. Questo perché non hanno nessuno stimolo, e molti, guardando al futuro, lo dicono chiaramente: "Voglio l’invalidità e i vari aiuti sociali". È chiaro che questo sistema è disincentivante». 

«Così restano nella droga»
Il direttore parla di una vera e propria “AI-ite”. «Abbiamo avuto come paziente una ragazza di 20 anni che era già in AI», continua Steiner. «La domanda che ci facciamo è: cosa farà poi tutta la vita? Si annoierà, andrà in piazza e si drogherà. Così si incoraggia queste persone a essere nullafacenti e si crea un circolo vizioso». E le conseguenze, viene sottolineato, pesano anche sulla collettività: «Ormai i costi sociosanitari stanno esplodendo, con il Ticino in prima fila». 

Per il direttore di Villa Argentina, insomma, è necessario un cambio di rotta. «Andremo a porre delle domande ai periti dell’AI. Questo per capire come operano…perché noi sappiamo che le persone con dipendenze tendono a mentire molto. Sanno come manipolare gli altri e riescono a fregare anche figure istituzionali come i periti». 

Per Steiner, oltretutto, gli enti della rete sociale dovrebbero lavorare in maniera più coordinata. «Servirebbe un case manager che segua un caso dalla A alla Z. Oggi molti enti intervengono tutti insieme e la rete è sfilacciata». 

Crack ancora dominante
A Villa Argentina, ad ogni modo, i principali problemi restano il crack e le politossicomanie. E i giovani permangono la categoria preponderante. Nel 2025, infatti, il 37% dei pazienti avevano tra i 18 e i 30 anni, il 30% tra i 31 e i 40, e il 33% ne aveva 41 e oltre. Il 73% erano uomini. 

Attualmente il centro terapeutico ospita 27 pazienti, un terzo dei quali è sotto mandato penale. E la domanda è in continuo aumento.

Una nuova presidente
Intanto l’associazione l’Ancora, che nel lontano 1984 fondò Villa Argentina, cambia presidenza. Fulvio Pelli, avvocato, ex granconsigliere ed ex consigliere nazionale, ha infatti deciso di mettere fine alla sua lunghissima carica. A lui subentra Ivana Petraglio, già insegnante nonché capo area della gestione sanitaria del Dss. 

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