Giù le mani dall'ex fabbrica di cioccolato di via Besso. «Non va demolita»

La STAN chiede la tutela integrale dell'area industriale e critica la selezione degli edifici da salvaguardare.
LUGANO - La Società ticinese per l'arte e la natura (STAN) ha inoltrato un ricorso al Consiglio di Stato contro la licenza edilizia concessa dal Municipio di Lugano per la demolizione degli stabili industriali dell’ex fabbrica del cioccolato situati in via Besso 44.
Il complesso industriale risale al 1895, quando venne edificato per la Compagnie Suisse pour la fabrication des Chocolats et Cacaos. Nel 1906 l’architetto Paolito Somazzi progettò un ampliamento che incluse, tra gli altri interventi, la costruzione della palazzina amministrativa affacciata su via Besso, tuttora esistente, e di un nuovo edificio produttivo, oggi noto come stabile protetto “ex Veladini”. Quest’ultimo fu ulteriormente ampliato nel 1919.
Nel ricorso, la STAN sottolinea la stretta correlazione tra lo stabile “ex Veladini” e gli edifici presenti, evidenziando come questi ultimi, in parte più antichi, abbiano ospitato il primo insediamento industriale della fabbrica. Secondo l’associazione, non si giustifica la scelta di tutelare come bene di interesse locale soltanto l’ex Veladini, escludendo gli altri edifici, in particolare la palazzina progettata da Somazzi, caratterizzata da un’elegante architettura Liberty.
Per la STAN si tratta di un unico insediamento industriale cresciuto in modo organico e dunque di un’unica area dismessa che meriterebbe una conservazione integrale, attraverso la rifunzionalizzazione degli stabili. L’associazione richiama inoltre esempi presenti in diverse città svizzere ed europee, dove complessi industriali analoghi sono stati recuperati e destinati a nuove attività economiche o di interesse pubblico.
Nel ricorso si evidenzia anche come le scelte urbanistiche dovrebbero essere valutate almeno alla scala dell’isolato e non del singolo mappale. Un principio che, secondo la STAN, è coerente con il progetto di Piano Direttore Comunale, che introduce il concetto di “Costellazioni” come riferimento per le decisioni territoriali. L’area di Besso Coremmo rientra nella “Costellazione VII. Città alta”, che comprende Besso, Breganzona e parte di Massagno.
L’associazione ricorda infine di aver già manifestato apertura verso una soluzione di compromesso nell’estate del 2025. In quell’occasione, su proposta della parte istante, la STAN aveva accettato di rinunciare all’opposizione alla demolizione degli edifici del 1895 a condizione di conservare la palazzina amministrativa progettata da Somazzi, anche tramite una sua traslazione di alcuni metri per rispettare gli arretramenti previsti dal Piano regolatore. La proposta era stata successivamente ritirata dai progettisti, lasciando come unica opzione la contestazione integrale del progetto.



