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MENDRISIO

Un’installazione temporanea trasforma le ex-lavanderie di Villa Argentina

Nato dalla collaborazione tra Studio Hug e l’artista ticinese Rachele Monti, il progetto intende valorizzare questo edificio storico nella fase che precede il suo recupero.
Luca Piffaretti
Fonte Municipio di Mendrisio
Un’installazione temporanea trasforma le ex-lavanderie di Villa Argentina
Nato dalla collaborazione tra Studio Hug e l’artista ticinese Rachele Monti, il progetto intende valorizzare questo edificio storico nella fase che precede il suo recupero.

MENDRISIO - La Città di Mendrisio presenta un’installazione artistica temporanea presso le exlavanderie di Villa Argentina. Nato dalla collaborazione tra Studio Hug e l’artista ticinese Rachele Monti, il progetto intende valorizzare questo edificio storico nella fase che precede il suo recupero.

Il comparto di Villa Argentina è oggi al centro di una rinnovata attenzione. Il percorso partecipativo “Un giardino di idee nel cuore della Città” ha avviato una riflessione sulla futura trasformazione del parco storico, coinvolgendo cittadinanza, associazioni e istituzioni. Su queste basi, il Municipio è attualmente impegnato nella definizione di un Masterplan dell’intero comparto.

Parallelamente, si avvicina l’avvio del restauro della Villa — progettata dall’architetto Antonio Croci e costruita tra il 1873 e il 1878, bene protetto a livello cantonale — mentre l’edificio delle ex-lavanderie attende a sua volta il proprio intervento di recupero per il quale il Consiglio comunale ha recentemente stanziato il relativo credito di restauro. La Città di Mendrisio ha scelto di trasformare questa attesa in un gesto culturale. Ha incaricato lo Studio Hug di progettare una soluzione temporanea artistica che potesse dare una nuova lettura dello storico edificio. Ne è nata un’installazione effimera concepita per dialogare con l’architettura esistente e con il parco di Villa Argentina.

Per i contenuti visivi, Studio Hug ha coinvolto l’artista ticinese Rachele Monti. La sua ricerca, basata su fotografia, colore e stratificazioni, indaga temi legati alla superficie, alla memoria e al mutamento, che si pongono in dialogo con un edificio storico in fase di trasformazione. A partire da immagini di tessuti, l’opera richiama la funzione originaria della lavanderia, mentre l'intensità cromatica conferisce energia e presenza all’intervento.

La realizzazione tecnica è stata curata dalla squadra esterna della Sezione Gestione infrastrutture e territorio della Città e dallo Studio Emmanuel Urban di Castel San Pietro. Le stampe ricoprono le aperture dell’edificio e sono collocate dietro serramenti, colonne e ringhiere, così da preservare la leggibilità della facciata. L’edificio rimane protagonista, mentre l’intervento ne offre una nuova lettura, sospesa tra identità e memoria.

Visibile fino all’inizio dei lavori di restauro, l’opera accompagna una fase di trasformazione del comparto e testimonia l’impegno della Città di Mendrisio nel coniugare rigenerazione urbana, creazione contemporanea e qualità dello spazio pubblico.

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