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«È una misura che rasenta l’assurdo logico»

Il Movimento della scuola prende posizione contro le risposte del Consiglio di Stato.
«È una misura che rasenta l’assurdo logico»
Ti-Press
Fonte Movimento della scuola
«È una misura che rasenta l’assurdo logico»
Il Movimento della scuola prende posizione contro le risposte del Consiglio di Stato.
BELLINZONA - «L’immagine che si trasmette al paese è devastante». Il Movimento della scuola prende posizione contro le risposte del Consiglio di Stato, a seguito delle rivendicazioni del personale dell'amministrazione statale e dei docenti ticin...

BELLINZONA - «L’immagine che si trasmette al paese è devastante». Il Movimento della scuola prende posizione contro le risposte del Consiglio di Stato, a seguito delle rivendicazioni del personale dell'amministrazione statale e dei docenti ticinesi che, nei mesi scorsi, hanno scioperato per protestare contro i tagli intrapresi nel settore dell'istruzione in primis.

«Le manifestazioni pubbliche che si sono succedute negli ultimi due anni, con notevole partecipazione di insegnanti, avevano quali obiettivi principali la salvaguardia delle pensioni, il riconoscimento del carovita e, non da ultimo, la difesa del servizio pubblico», si legge nella nota.

A quelle rivendicazioni «giunge ora, almeno per quanto concerne le scuole, un’incredibile risposta del Consiglio di Stato: agli insegnanti saranno concesse, nel corso del 2024, due tranches di 200 franchi l’una e, in aggiunta, due giorni di vacanza (prima e dopo la pausa invernale)». Si tratta, per il Movimento della scuola, di «una misura che rasenta l’assurdo logico. Benché nessuno abbia mai chiesto di avere giorni di vacanza aggiuntivi (semmai di migliorare le condizioni di lavoro, che è ben altro), il governo ritiene che l’impegno educativo possa tranquillamente essere ridotto di due giorni».

Il Movimento della scuola, come già è avvenuto in anni passati, «si oppone a tali risibili e insensate compensazioni. Noi difendiamo il diritto all’educazione e non escludiamo di ricorrere a forme di lotta che rendano palesi le contraddizioni del Governo».

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