La pacifica invasione di Lugano

Sono i volontari che hanno festeggiato il 225° anniversario dei Moti di Lugano. Tra loro anche un quindicenne.
Sono i volontari che hanno festeggiato il 225° anniversario dei Moti di Lugano. Tra loro anche un quindicenne.
LUGANO - Indietro tutta: da nove anni la rivoluzione francese aveva avviato un movimento che alimentava il desiderio di indipendenza ed autodeterminazione in molte regioni in Europa. Nel 1798 un gruppo di cittadini, oggi ricordati come i Volontari Luganesi, respinsero un attacco dalla frontiera sud. E’ una delle prime manifestazioni che in pochi anni avrebbero portato alla creazione del Canton Ticino.
Avanti veloce: oggi i Volontari Luganesi hanno festeggiato a Lugano il 225esimo dalla loro fondazione. Per l’occasione la città del Ceresio è stata pacificamente invasa da oltre 250 effettivi in uniformi d’epoca, in rappresentanza di 13 milizie storiche provenienti da tutta la Confederazione. Abbiamo chiesto ad alcuni dei partecipanti di riferirci le loro impressioni su questo tipo di eventi, che ormai testimoniano il progresso in corso di una evoluzione storica, militare, digitale e, come stiamo esordire, anche di inclusione sociale e di genere. “Sono molto affezionata a questo tipo di eventi”, infatti ci racconta Iryna Winnik, svizzera di origini ucraine, che ha sfilato nel gruppo capofila della Zurcher Miliz Compagnie 1861. “Anni fa arrivai in Svizzera come inviata di un giornale ucraino, interessato a queste rievocazioni storiche, che oltre che in Svizzera anche all’estero sono seguitissime. Nella brigata in cui ora milito ho conosciuto quello che poi sarebbe diventato mio marito e quindi anche io ora faccio parte della Zurcher Miliz Compagnie 1861, e ne sono orgogliosa”.
Cambiamo cantone, e raccogliamo le impressioni di Christian Zingg, comandante della Ehrenformationen des Kanton Bern. “Le nostre uniformi risalgono al 1784. A differenza dei Volontari Luganesi, i nostri militi appartengono tutti alla Polizia Cantonale: e’ quest’ultima a mettere a disposizione gli effettivi, dopo avere ricevuto la approvazione del Governo di Berna. Per noi è sempre un onore sfilare in rappresentanza del nostro cantone, e suscitiamo un consenso sociale trasversale. I bambini sono affascinati dai colori delle nostre divise, mentre il pubblico apprezza il messaggio di appartenenza ad un territorio e ad una comunità anche storica che noi rappresentiamo”.
Concludiamo tornando in Ticino, dal Samuele Devittori, quindicenne da pochissimi giorni: “appartengo alla Milizia storica di Leontica e rappresento la terza generazione della mia famiglia in questo gruppo. Ascoltando i ricordi di mio padre comprendo che oggi i tempi sono cambiati. Spesso i miei coetanei partecipano per farsi un selfie e scattare foto da condividere sui social media. A me comunque piace partecipare a questo tipo di eventi, ma non mi stupirei se in futuro il valore ed il messaggio rievocativo rappresentato da questo tipo di eventi potesse essere comunicato anche in modalità digitale, per raggiungere un pubblico globale”.
di Andreas Grandi








