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CANTONE
19.09.2021 - 21:040
Aggiornamento : 20.09.2021 - 10:59

«Nessun controllo. Vogliamo diventare l'aeroporto dei furbi?»

Giancarlo Seitz sulla sicurezza dello scalo luganese: «Da due anni non c'è più nemmeno la Polizia cantonale».

Non è chiaro, intanto, chi abbia controllato il piccolo Eitan e suo nonno poco prima del decollo per Israele. Le polizie (cantonale e comunale) assicurano di no. Le Guardie di confine invece non forniscono informazioni «a causa della protezione dei dati personali».

AGNO - Un controllo di polizia che, forse, di polizia non è. Sul caso Eitan, il piccolo sopravvissuto alla tragedia del Mottarone, si sono riaccesi i riflettori. Questa volta a causa del suo "trasferimento" in Israele (praticamente una fuga) voluto e messo in atto dal nonno, Shmuel Peleg. L'uomo, agli arresti domiciliari fino a domenica dopo essere stato interrogato dalla polizia israeliana, in Italia è indagato per sequestro di persona.

Un viaggio, quello che ha portato via il piccolo dalla sua terra natia, che era evitabile? I media italiani negli scorsi giorni hanno riferito di un controllo dei documenti da parte della polizia, avvenuto nei pressi dello scalo di Agno, dal quale nonno e nipote hanno potuto decollare indisturbati.

«Un controllo non effettuato da noi», ci ha tenuto a precisare la Polizia cantonale. «E nemmeno dalla Polizia Malcantone Est», gli ha fatto eco Giancarlo Seitz, che ad Agno ha in mano il dicastero sicurezza pubblica. Proprio di sicurezza ha voluto parlare il municipale, sorpreso per quanto accaduto: «Questa volta ci è sfuggito un bambino. La prossima chi sarà? Considerata la presenza di organizzazioni criminali in Ticino, penso alla 'ndrangheta, mi domando se sia normale che in uno scalo aeroportuale non ci siano controlli efficaci».

Anche per Seitz la verifica dei documenti non può essere avvenuta da parte della polizia cantonale: «In aeroporto non ci sono più da un paio di anni - sottolinea -. Mancano soldi per mettere un paio di poliziotti in aeroporto? Dessero mandato alla Malcantone Est, fino ad ora deputata al massimo a effettuare verifiche nei posteggi. O vogliamo che Agno diventi lo scalo dei furbi?».

In questi casi, insomma, si va per sottrazione. E se i due corpi di polizia non hanno avuto parte in questa vicenda, è possibile che a intervenire siano state le Guardie di confine. Che tuttavia non elargiscono chiarimenti. Questa la stringata risposta da loro ottenuta: «A causa della protezione dei dati personali, non possiamo fornire alcuna informazione sull'eventuale controllo di una persona specifica».

Ciò che è noto, va detto, è che i dati del piccolo Eitan e del nonno sono stati inseriti nel sistema d'informazione Schengen (SIS), solo dopo che la zia ha sporto denuncia, quando ormai i due erano decollati. Insomma, chiunque abbia fermato i due non avrebbe avuto ragione per trattenerli.

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